L’inverno alle porte

dicembre 10, 2011 by

Alcuni giorni fa un chiassoso gruppetto di codibugnoli è passato dal mio giardino. Questo passaggio autunnale, che si ripete puntualmente ogni anno, segna sempre l’inizio del vero e proprio inverno, per lo meno dal punto di vista delle mie osservazioni naturalistiche a corto raggio.
Quest’anno il passaggio è stato ritardato, molti affermano che “siamo indietro di una luna” Leggi il seguito di questo post »

Valle Grotari – un caso emblematico

febbraio 26, 2011 by

Da diversi anni il Comune di Marano ha annunciato l’intenzione di “valorizzare” la Valle Grotari, una ex valle da pesca localizzata nei pressi dell’abitato, abbandonata ormai da lungo tempo. Il concetto di valorizzazione è legato allo sviluppo turistico del comune lagunare, coerentemente con la cultura dominante, che tende a non attribuire valore a porzioni i territorio e risorse che non vengano “usate”. Leggi il seguito di questo post »

Un approccio etico alla conservazione dell’ambiente

gennaio 3, 2011 by

Sono generalmente poco propenso ad entusiasmarmi per le posizioni espresse in tema ambientale, in particolare da coloro che possiamo definire “personaggi famosi”. Ma esistono menti che, negli ultimi trent’anni, hanno saputo esaminare in modo lucido, dunque esente da insulsi sentimentalismi od allarmismo di comodo, la questione dell’uso corretto, salvaguardia e gestione dell’ambiente e delle risorse naturali.
Ieri ho avuto l’occasione di rileggere un breve messaggio di una personalità di fama mondiale, scritto più di due decenni or sono. L’ho trovato condivisibile, profondamente sensato, desolatamente attuale. Soprattutto si intuisce come questo breve scritto sia il prodotto di una cultura, di un modo di intendere “il mondo”, molto differente rispetto a quello cui siamo abituati.

Riporto la traduzione del testo, dalla lingua inglese, scusandomi per le mie scarse capacità di traduttore. Per chi volesse leggere il testo originale, potrete trovarlo in questo sito. Leggi il seguito di questo post »

In Friuli splende il Sole

ottobre 25, 2010 by

Stimolato dalla nota di un amico su FaceBook, ho deciso di sfatare un mito riguardo alla mia amata Patria: in Friuli non piove sempre!

Per scoprire quanto e quando piove possiamo usufruire dei dati messi a disposizione dall’Osservatorio Meteorologico Regionale (OSMER) dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA).
Lo studio del clima non è un fatto semplice e, soprattutto, non sempre il clima percepito è coincidente con quello “misurato”. Problema che riguarda peraltro tutti gli aspetti del rapporto uomo-ambiente.
Sul sito dell’OSMER si trova un interessantissimo link alla sezione “Atlante Clima FVG”. Se accediamo a quella sezione troviamo un ulteriore link che ci permette di accedere ai dati su precipitazioni, temperatura, vento e neve. Entriamo in precipitazioni e scopriamo (in fondo alla pagina) l’accesso alle tabelle mensili e decadali. Leggi il seguito di questo post »

Angoli di natura

settembre 23, 2010 by

Mercoledì scorso ho passato un po’ di tempo seduto presso le rive di una pozza in alpeggio. Ero al Passo Cason di Lanza, nei pressi dell’omonima malga, dove si trova un piccolo stagno, la classica raccolta d’acqua creata per abbeverare le vacche. Finito il mio panino (era la pausa pranzo) ho iniziato a lottare, in senso metaforico, con le libellule.

Aeshna juncea

Non ho mai dato grande peso agli ambienti residui, così come a quelli la cui estensione è molto ridotta. Ma l’esperienza mi sta insegnando a rivalutare ogni tessera del mosaico, ammettendo che se ne mancasse anche una sola, l’immagine risulterebbe rovinata. Pur rifuggendo dalla passione particolarista, che affligge in modo particolare alcuni colleghi, sono giunto lentamente alla convinzione che valga la pena di conservare e gestire in modo oculato ogni metro quadrato del territorio. Leggi il seguito di questo post »

Ritorneranno gli storioni?

luglio 19, 2010 by

Un tempo gli storioni risalivano regolarmente i nostri fiumi. Acipenser naccarii, detto storione cobice o semplicemente storione adriatico, non diventa grande come il congenere Acipenser sturio (lo storione europeo). Quest’ultimo infatti può raggiungere i 150 Kg di peso, mentre il nostro cobice arriva fino al peso di circa 25 Kg (segnalazioni non ufficiali parlano di più di 30 Kg).

Questo pesce, endemico dell’Adriatico, ha subito un declino lento ma inesorabile nel corso del tempo. Mentre la pesca non accennava a diminuire, le sue possibilità di trovare ambienti adatti alla riproduzione scemavano. Da alcuni anni la politica nei confronti di questo pesce è cambiata. Innanzitutto la pesca professionale è scomparsa, per mancanza di materia prima: non si trovavano più storioni. E’ iniziato l’allevamento della specie e con esso delle campagne di reintroduzione, o meglio di rafforzamento delle popolazioni esistenti. Leggi il seguito di questo post »

Quando la natura fa da sé – il caso di Chondrostoma nasus nel Natisone

aprile 28, 2010 by

Alla fine degli anni ’60 del secolo ormai passato, nel fiume Vipacco, in territorio allora jugoslavo, venne introdotto un pesce originario del bacino del Danubio: Chondrostoma nasus. Il “naso”, così chiamato per la bizzarra forma del suo muso (sembra veramente un naso), si diffuse rapidamente nel corso d’acqua, poi nel fiume Isonzo e, prima che ci si rendesse conto di quanto stava accadendo, aveva già invaso gran parte del bacino.

Quando iniziai ad occuparmi di idrobiologia, nel 1995, il naso era considerato l’invasore più terribile delle nostre acque. Nel fiume Isonzo presso Sagrado questa specie costituiva la maggioranza della fauna ittica presente, sia in termini numerici che di peso. Nello stesso periodo iniziai a guardare al fiume Natisone in un’ottica scientifica, così decisi di tenere d’occhio l’evoluzione della popolazione di naso, in un tratto che frequentavo con una certa assiduità, quello fra Premariacco ed Orsaria. Per avere idee chiare riguardo alla consistenza della popolazione, bisognerebbe effettuare delle catture con metodi quantitativi, chiudere un tratto di fiume con le reti e stimare, attraverso catture ripetute, il numero di pesci presenti. Io non disponevo delle autorizzazioni e dei mezzi necessari per fare questo, ma provai ad individuare un metodo di lavoro alternativo. Se un osservatore, capace di riconoscere i pesci anche da lontano, effettua delle osservazioni in condizioni più o meno paragonabili fra loro, può ottenere dati credibili, se non altro per comprendere l’evoluzione di una comunità ittica nel tempo. Leggi il seguito di questo post »

11 aprile 2010 – Isola della Cona

aprile 12, 2010 by

La Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo è probabilmente la riserva più popolare e frequentata della regione Friuli Venezia Giulia. Il bello dell’Isola della Cona, ovvero della parte “attrezzata” della Riserva, è che, come dice spesso un suo storico gestore, gli uomini sono in gabbia.
Rassegnandomi al ruolo di bipede ingabbiato nei percorsi mascherati, insieme ad Anna, sono andato a fare un giro alla Cona, con l’idea di fare qualche foto. L’orario era decisamente pessimo per la fotografia, sotto una martellante luce di mezzogiorno.
Dopo avere pagato un abbonamento annuale per l’ingresso all’area attrezzata (20€ non sono poi tanti), ci siamo affacciati alle finestre del museo delle anatre, giusto per vedere come va la cova di un’oca che ha il nido proprio lì sotto. Dall’altro lato degli specchi d’acqua del “serpentone” frotte di limicoli zampettavano alla ricerca di cibo, mentre un numero impressionante di cigni imbiancava ogni angolo visibile. Tutto troppo lontano. Abbiamo proseguito quindi verso l’osservatorio della Marinetta, con diverse soste per osservare le rane nelle pozze perenni che si trovano lungo il percorso. In una di queste pozze ci è sfilato sotto il naso un bellissimo coleottero della famiglia Dytiscidae. I ditischi sono dei predatori eccezionali, i più grandi nell’ambito degli insetti acquatici nostrani. Purtroppo non ho un filtro polarizzatore, così che fotografare soggetti sott’acqua mi è quasi impossibile. A breve distanza dalla Marinetta, mentre spero che qualche cavaliere d’Italia si avvicini nonostante il vociare dei gitanti, Anna mi segnala la presenza di una garzetta vicinissima alle feritoie aperte nella mascheratura del passaggio. La posizione è infelice, la luce cruda, ma una garzetta così vicina non l’ho mai avuta, quindi scatto.

Egretta garzetta
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Ungulati nella Bassa

marzo 20, 2010 by

Daino nella BassaQuando sono nato l’idea di potere vedere un capriolo nella Bassa, ovvero in quella porzione di pianura friulana che si trova a Sud della linea delle risorgive, era puramente utopistica. Negli anni ’70 del secolo ormai passato avevamo quasi raggiunto il massimo livello di antropizzazione del territorio, mancavano ancora alcuni squallidi riordini fondiari, ma la riduzione di habitat e la caccia mal regolamentata, grazie alla mancanza di cultura faunistica, avevano reso rare se non assenti molte specie di animali.
Durante gli ultimi trent’anni per fortuna alcune cose sono cambiate. Hanno iniziato per primi i caprioli ed i cinghiali, scendendo dalle Prealpi, poi gruppi di daini sfuggiti a parchi ed allevamenti. Oggi trovare tracce di ungulati nella Bassa non è più raro, così come fare degli avvistamenti. Leggi il seguito di questo post »

31 gennaio 2010 – Alberoni (Staranzano)

febbraio 3, 2010 by

Alberoni è un toponimo piuttosto comune nelle zone costiere dell’alto Adriatico, guarda caso sempre collegato a boschi. Gli Alberoni di cui parlo sono una zona situata quasi interamente in comune di Staranzano (GO), compresa fra il canale Brancolo ed il mare, con una forma aprossimativamente triangolare. Il perimetro dell’area definita genericamente “gli Alberoni” in verità comprende ambienti molto diversi fra loro. Se il lato SE del triangolo è chiaramente definito dalla riva del mare, con quello che viene chiamato Lido di Staranzano, ed il lato SW è rappresentato dal Canale della Quarantia, verso Nord i limiti non sono molto chiari, almeno per me che non sono indigeno del luogo. C’è chi chiama Alberoni tutta la zona fino al Brancolo, ma la maggioranza si riferisce alla porzione di territorio più vicina al mare, dove la bonifica si è arresa lasciando nuovamente spazio alla vegetazione spontanea.

Pista ciclopedonale Alberoni Punta Barene
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