Un approccio etico alla conservazione dell’ambiente

by

Sono generalmente poco propenso ad entusiasmarmi per le posizioni espresse in tema ambientale, in particolare da coloro che possiamo definire “personaggi famosi”. Ma esistono menti che, negli ultimi trent’anni, hanno saputo esaminare in modo lucido, dunque esente da insulsi sentimentalismi od allarmismo di comodo, la questione dell’uso corretto, salvaguardia e gestione dell’ambiente e delle risorse naturali.
Ieri ho avuto l’occasione di rileggere un breve messaggio di una personalità di fama mondiale, scritto più di due decenni or sono. L’ho trovato condivisibile, profondamente sensato, desolatamente attuale. Soprattutto si intuisce come questo breve scritto sia il prodotto di una cultura, di un modo di intendere “il mondo”, molto differente rispetto a quello cui siamo abituati.

Riporto la traduzione del testo, dalla lingua inglese, scusandomi per le mie scarse capacità di traduttore. Per chi volesse leggere il testo originale, potrete trovarlo in questo sito.

La pace e la sopravvivenza della vita sulla Terra, così come la conosciamo, sono minacciate dalle attività umane, che mancano di un impegno nei confronti dei valori umanitari. La distruzione della natura e delle risorse naturali deriva da ignoranza, avidità e mancanza di rispetto verso gli esseri viventi della Terra.
Questa mancanza di rispetto si estende addirittura ai discendenti terreni dell’umanità, le future generazioni, che erediteranno un pianeta ampiamente degradato, se la parola pace non diverrà una realtà e la distruzione dell’ambiente continuerà con il ritmo attuale.
I nostri antenati vedevano la Terra come ricca e dotata in abbondanza di risorse, quale è. Molti, in passato, vedevano la natura come una fonte inesauribile di risorse, mentre oggi sappiamo che lo è solo se siamo capaci di prendercene cura.
Non è difficile perdonare la distruzione del passato, che derivava dall’ignoranza. Oggi, tuttavia, abbiamo accesso a più informazioni, ed è necessario riconsiderare in chiave etica ciò che abbiamo ereditato, ciò di cui siamo responsabili, ciò che lasceremo alle generazioni future. È chiaro che questa generazione è fondamentale. La comunicazione globale è possibile, eppure gli scontri ricorrono più frequentemente del dialogo per la pace.
Le meraviglie della nostra scienza e tecnologia sono pareggiate, se non superate, da molti eventi tragici, compresa la fame che affligge l’umanità in alcune parti del mondo e l’estinzione di altre forme di vita.
L’esplorazione dello spazio extra planetario avviene mentre gli stessi oceani, mari ed acque interne divengono sempre più inquinati, mentre le forme di vita che li abitano sono ampiamente sconosciute o mal comprese.
Molti degli habitat della Terra, animali, piante, insetti e persino microorganismi che conosciamo come rari ed a rischio di estinzione, potrebbero essere sconosciuti alle future generazioni. Abbiamo la capacità e la responsabilità, dobbiamo agire prima che sia troppo tardi.

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama
5 giugno 1986

Traduzione a cura di Giuseppe-Adriano Moro

Etichette: , , , , , , , , , , ,

Una Risposta a “Un approccio etico alla conservazione dell’ambiente”

  1. Gabriele Dice:

    Mentre “guidava” la Mora e la Italia, le due mucche attaccate al carro, il nonno mi passava cose. Riempiva il mio contenitore interno ancora vergine.
    La Mora e la Italia oramai sapevano dove andare. Io non sapevo mai come loro sapessero. Il nonno sapeva che io non sapevo che lo sapevano. E nei 14 anni che ho potuto godere di lui, mi ha edotto sul questo e sul quello. So fare un cavallo con un gambo di mais. So come attaccare le mucche al carro, come si taglia il fieno, quando le uova sono fecondate e quando no, ho munto le mucche fino a 21 anni, scaricato e caricato carri di fieno, spalato letame, zappato e seminato a mano mais e fagioli. Ho aiutato gli animali a partorire, ed ho avuto una mamma che nei momenti di canicola nei campi mi riparava nel “bar” all’ombra degli alberi bevendo l’acqua sana e fresca della canaletta con il frutto di casa o il panino col salame fatto da mio padre. E mi faceva chiudere gli occhi raccontandomi di quel campo fra due, tre mesi, quando il grano avrebbe dato vita a lunche e dolci onde sotto le carezze del vento.
    Radici? SI, e Amore. Amore per ogni singolo granello di polvere, o goccia d’acqua che compongono zone di limitata peculiarità, che vanno a comporre spazi che le contengono, che poi formano aree che danno vita a mari e deserti e alle mie amate montagne. Alla Terra.
    Parlo di pochissimi anni fa, ma tantissimi per il povero essere umano che ha uno spazio di vita talmente piccolo da risultare insignificante, se rispecchiato allo spazio e alla vita extra-planetarii. Ma si crede il padrone, se ne arroga il diritto. Parlo di una cinquantina di anni fa quando io ero 10-12enne e credevo che nella vita avrei portato il mio contributo a queste bellezze. La famiglia mi ha passato queste cose e credevo che tutti le avessero, le praticassero.
    Ben, non è così. Il Dalai Lama è un grande saggio e condivido quello che dice perchè sono valori naturali che mi tornano facili, ma io non sono nessuno. Non ho il potere dei “Grandi”, di chi ha potere di vita e/o di morte.
    Tu però hai detto che ci tieni a fare la tua piccola parte. Molto bene.
    Lo faccio anch’io.
    Ho mollato la direzione di una banca (all’epoca Banca del Friuli) 25 anni fa per rientrare in Natura da un’altra porta, e ci sono riuscito. Contro tutto. Contro tutti. Ho vinto io. E dico che per quanto gli altri siano distruttivi, noi non dobbiamo MAI smettere di credere e di portare la nostra goccia giorno dopo giorno. Il mare è fatto di gocce, no?
    Sono quotidianamente pagato dalle gioie che il sasso, la foglia, formiche, albe, neve e cielo mi regalano attraverso le loro bellezze, tutte tridimensionali, come piace a te anche. E quando l’emozione arriva alle lacrime non mi resta che dire grazie a chi muove tutto ciò e mi ha insegnato la lingua che per interloquire con tutto ciò.
    Sei in gamba, Cjasar, o Giuseppe, o qualsiasi altro nomignolo tu ti sia conquistato in speleologia o a scuola. Per essere così giovane. E non sai quanto mi fa piacere vedere che qualcuno continua la battaglia per la Natura. E per la montagna.
    Il mio cuore tempo fa ha detto stop alla montagna, ed ora godo profondamente le mie Grave dove faccio quelle cose che vedi in flickr da game49. E mi occupo di Land art assieme al mio socio. Visita il mio sito, se non l’hai già fatto. Se mai ci incontreremo avrò il piacere di “infliggerti” la visione dei libri di Landart che abbiamo fatto sui nostri lavori in giro per il mondo. E anche a Pordenone, dove per altro lavoriamo in uno strano negozio che parla di creatività e Natura. E fiori.
    Sto girando il tuo sito. Mi piace. Bravo Giuseppe.
    Gabriele

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.