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	<title>Osservazioni</title>
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		<title>L&#8217;inverno alle porte</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 10:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa un chiassoso gruppetto di codibugnoli è passato dal mio giardino. Questo passaggio autunnale, che si ripete puntualmente ogni anno, segna sempre l&#8217;inizio del vero e proprio inverno, per lo meno dal punto di vista delle mie osservazioni naturalistiche a corto raggio. Quest&#8217;anno il passaggio è stato ritardato, molti affermano che &#8220;siamo indietro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=136&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa un chiassoso gruppetto di codibugnoli è passato dal mio giardino. Questo passaggio autunnale, che si ripete puntualmente ogni anno, segna sempre l&#8217;inizio del vero e proprio inverno, per lo meno dal punto di vista delle mie osservazioni naturalistiche a corto raggio.<br />
Quest&#8217;anno il passaggio è stato ritardato, molti affermano che &#8220;siamo indietro di una luna&#8221;<span id="more-136"></span> rispetto alla norma. Penso di potere essere daccordo, ma aggiungo che a mio avviso abbiamo saltato anche qualche fase importante, che non si dovrebbe presentare ora. Per esempio le grandi piogge autunnali. E&#8217; pur vero che c&#8217;è stata una perturbazione importante, che ha devastato buona parte del NordOvest italiano, ma gli effetti qui in Friuli sono stati limitati e, in ogni caso, è mancata quella sequenza di giorni snervanti durante i quali piove continuamente, gonfiando i fiumi alpini fino a fare temere puntualmente per esondazioni del Tagliamento. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad inedite perturbazioni (e relative piene) natalizie. Un po&#8217; in ritardo sulla norma. Non che sotto Natale non piovesse anche prima, ma in genere arrivava una perturbazione atlantica più &#8220;tranquilla&#8221;, di quelle che fanno cadere neve sulle montagne, danno realmente avvio alla stagione sciistica, gonfiano poco i fiumi e passano. Nel 2009 e 2010 le piogge natalizie sono state importanti ed il loro effetto sui fiumi, per lo meno dal punto di vista biologico, è stato notevole.<br />
Ora attendiamo pazientemente. Ho appeso al solito cespuglio il distributore di semi oleosi per le cince, il cielo è grigio, ma la temperatura continua ad essere un po&#8217; troppo elevata per i miei gusti. Ad ogni modo, se lo dicono i codibugnoli, significa che l&#8217;inverno è veramente alle porte: loro sanno.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/136/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/136/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/136/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=136&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Valle Grotari &#8211; un caso emblematico</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 10:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da diversi anni il Comune di Marano ha annunciato l&#8217;intenzione di &#8220;valorizzare&#8221; la Valle Grotari, una ex valle da pesca localizzata nei pressi dell&#8217;abitato, abbandonata ormai da lungo tempo. Il concetto di valorizzazione è legato allo sviluppo turistico del comune lagunare, coerentemente con la cultura dominante, che tende a non attribuire valore a porzioni i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=130&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da diversi anni il Comune di Marano ha annunciato l&#8217;intenzione di &#8220;valorizzare&#8221; la Valle Grotari, una ex valle da pesca localizzata nei pressi dell&#8217;abitato, abbandonata ormai da lungo tempo. Il concetto di valorizzazione è legato allo sviluppo turistico del comune lagunare, coerentemente con la cultura dominante, che tende a non attribuire valore a porzioni i territorio e risorse che non vengano &#8220;usate&#8221;.<span id="more-130"></span><br />
E&#8217; noto, a chi frequenta la laguna, che Marano Lagunare soffra una pesante crisi economica. Finiti gli anni d&#8217;oro della pesca in mare, chiuso lo stabilimento della Maruzzella, inconsistente la pesca lagunare, Marano rischia seriamente di tornare a precipitare in quella povertà che l&#8217;ha caratterizzata per secoli. Il turismo sembra un approdo sicuro in cui riparare per sfuggire al fortunale socio-economico.</p>
<p>Recentemente il WWF del Friuli Venezia Giulia ha avviato una campagna di sensibilizzazione dell&#8217;opinione pubblica, opponendosi alla trasformazione di Valle Grotari in un insiediamento turistico. La valle, nel corso di lunghi anni di abbandono, ha seguito un processo di evoluzione ecologica, che ha determinato la comparsa di un esteso canneto. Nonostante la vicinanza del centro abitato, molte specie di animali, fra cui le più appariscenti sono ovviamente quelle di uccelli, hanno aprofittato del sito, stabilendovi la propria dimora. Il WWF segnala la presenza di 30 specie nidificanti, che verrebbero &#8220;sfrattate&#8221; con la realizzazione di un insediamento turistico (residenze e posti barca).</p>
<p>Vista da uno spettatore esterno, la discussione sembra mancare di qualche elemento.</p>
<p>Il Comune innanzitutto, dovrebbe chiarire meglio le caratteristiche del progetto, soprattutto sul piano economico. Chi investirà? Quanto? C&#8217;è qualcuno disposto ad investire e gestire il nuovo insediamento turistico? Esiste una reale richiesta? Quale sarà il flusso finanziario generato dall&#8217;iniziativa? In quanto tempo rientreranno gli investimenti? Quanti posti di lavoro verranno creati e soprattutto, quanti posti di lavoro disponibili per gli abitanti di Marano Lagunare? Bisognerebbe insomma esaminare il <em>business plan</em> dell&#8217;iniziativa. Il fatto che gli amministratori annuncino &#8220;rilanceremo così la nostra economia&#8221; non basta. Gli amministratori locali hanno dimostrato spesso di non avere il minimo senso degli affari: l&#8217;intera regione è costellata dei resti di iniziative abbandonate, skilift arrugginiti, centri visite in rovina, ristoranti abbandonati. Il turismo nautico in Alto Adriatico è una risorsa importante fra maggio e settembre. In quei cinque mesi si guadagnerà abbastanza per campare tutto l&#8217;anno?</p>
<p>Il WWF dovrebbe spiegare con dati concreti l&#8217;importanza del sito. 30 specie nidificanti sono presenti nei campi appena fuori Udine, dove i trattori corrono tutto l&#8217;anno ed i pesticidi vengono usati senza troppe remore. Quelle 30 specie sono rare? Sono presenti solo in Valle Grotari? Oppure la valle rappresenta un sito importante per la loro conservazione, dato che è uno dei pochi dove nidificano? Qual&#8217;è il rapporto fra il canneto di Valle Grotari e quello della foce dello Stella? Insomma, dal punto di vista ecologico e faunistico, che perdita reale vi sarebbe tornando a trasformare la valle in un&#8217;area fortemente antropizzata? Se l&#8217;ambiente di Valle Grotari è una risorsa per la comunità maranese, come è possibile usarla per produrre un vantaggio economico e sociale?</p>
<p>L&#8217;analisi che vorrei fosse fatta è banale, tutto sommato. Si tratta del tipo di valutazioni che chiunque abbia la responsabilità di gestire un territorio dovrebbe fare, senza bisogno di attendere suggerimenti in merito.</p>
<p>Non ho studiato il problema in modo sufficiente, anche perché non dispongo dei dati necessari, ma ho fatto alcune considerazioni di carattere generale. Secondo me la creazione di un insediamento turistico non rappresenta, oggi, un buon investimento. Io non investirei nemmeno mille euro su un insediamento a ridosso di Marano. Questo innanzitutto perché con la crisi economica il turismo viene ridimensionato.<br />
Chi non ha tranquillità economica non viaggia, fa le ferie a casa, o fuori porta. Chi ha grande disponibilità economica verosimilmente non desidera passare le proprie vacanze in laguna, non quel tipo di laguna per lo meno.<br />
Ho navigato per quasi trent&#8217;anni percorrendo in lungo ed in largo le nostre lagune, apprezzandone l&#8217;enorme valore naturalistico (anche fuori dalle oasi dove vanno tutti), ma se non fossi un appassionato delle scienze naturali, non andrei mai in vacanza in laguna, meglio le Maldive.<br />
Ho cercato di ricordare la valle. Ci sono passato spesso, ma non mi ha colpito. Si tratta di 13 ettari circa di canneto, mentre nella riserva della foce dello Stella ci sono circa 150 ettari di un bellissimo canneto, molto ricco dal punto di vista faunistico.</p>
<p>Personalmente non amo la realizzazione di nuovi progetti di urbanizzazione, creazione di porticcioli, riduzione degli habitat naturali o prossimo-naturali. Emotivamente sarei contrario alla &#8220;valorizzazione&#8221; in senso turistico della Valle Grotari, d&#8217;altro canto credo che agire in quella direzione costituirebbe una piccola perdita dal punto di vista ambientale, ma una grossa perdita dal punto di vista economico. Insomma, se io fossi il Sindaco di Marano Lagunare, non ci crederei.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/130/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/130/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/130/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=130&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un approccio etico alla conservazione dell’ambiente</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 16:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono generalmente poco propenso ad entusiasmarmi per le posizioni espresse in tema ambientale, in particolare da coloro che possiamo definire &#8220;personaggi famosi&#8221;. Ma esistono menti che, negli ultimi trent&#8217;anni, hanno saputo esaminare in modo lucido, dunque esente da insulsi sentimentalismi od allarmismo di comodo, la questione dell&#8217;uso corretto, salvaguardia e gestione dell&#8217;ambiente e delle risorse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=128&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono generalmente poco propenso ad entusiasmarmi per le posizioni espresse in tema ambientale, in particolare da coloro che possiamo definire &#8220;personaggi famosi&#8221;. Ma esistono menti che, negli ultimi trent&#8217;anni, hanno saputo esaminare in modo lucido, dunque esente da insulsi sentimentalismi od allarmismo di comodo, la questione dell&#8217;uso corretto, salvaguardia e gestione dell&#8217;ambiente e delle risorse naturali.<br />
Ieri ho avuto l&#8217;occasione di rileggere un breve messaggio di una personalità di fama mondiale, scritto più di due decenni or sono. L&#8217;ho trovato condivisibile, profondamente sensato, desolatamente attuale. Soprattutto si intuisce come questo breve scritto sia il prodotto di una cultura, di un modo di intendere &#8220;il mondo&#8221;, molto differente rispetto a quello cui siamo abituati.</p>
<p>Riporto la traduzione del testo, dalla lingua inglese, scusandomi per le mie scarse capacità di traduttore. Per chi volesse leggere il testo originale, potrete trovarlo <a href="http://www.dalailama.com/messages/environment/an-ethical-approach">in questo sito</a>.<span id="more-128"></span></p>
<blockquote><p>La pace e la sopravvivenza della vita sulla Terra, così come la conosciamo, sono minacciate dalle attività umane, che mancano di un impegno nei confronti dei valori umanitari. La distruzione della natura e delle risorse naturali deriva da ignoranza, avidità e mancanza di rispetto verso gli esseri viventi della Terra.<br />
Questa mancanza di rispetto si estende addirittura ai discendenti terreni dell’umanità, le future generazioni, che erediteranno un pianeta ampiamente degradato, se la parola pace non diverrà una realtà e la distruzione dell’ambiente continuerà con il ritmo attuale.<br />
I nostri antenati vedevano la Terra come ricca e dotata in abbondanza di risorse, quale è. Molti, in passato, vedevano la natura come una fonte inesauribile di risorse, mentre oggi sappiamo che lo è solo se siamo capaci di prendercene cura.<br />
Non è difficile perdonare la distruzione del passato, che derivava dall’ignoranza. Oggi, tuttavia, abbiamo accesso a più informazioni, ed è necessario riconsiderare in chiave etica ciò che abbiamo ereditato, ciò di cui siamo responsabili, ciò che lasceremo alle generazioni future. È chiaro che questa generazione è fondamentale. La comunicazione globale è possibile, eppure gli scontri ricorrono più frequentemente del dialogo per la pace.<br />
Le meraviglie della nostra scienza e tecnologia sono pareggiate, se non superate, da molti eventi tragici, compresa la fame che affligge l’umanità in alcune parti del mondo e l’estinzione di altre forme di vita.<br />
L’esplorazione dello spazio extra planetario avviene mentre gli stessi oceani, mari ed acque interne divengono sempre più inquinati, mentre le forme di vita che li abitano sono ampiamente sconosciute o mal comprese.<br />
Molti degli habitat della Terra, animali, piante, insetti e persino microorganismi che conosciamo come rari ed a rischio di estinzione, potrebbero essere sconosciuti alle future generazioni. Abbiamo la capacità e la responsabilità, dobbiamo agire prima che sia troppo tardi.</p>
<p>Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama<br />
5 giugno 1986</p>
<p>Traduzione a cura di Giuseppe-Adriano Moro
</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/128/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/128/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/128/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=128&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In Friuli splende il Sole</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 11:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stimolato dalla nota di un amico su FaceBook, ho deciso di sfatare un mito riguardo alla mia amata Patria: in Friuli non piove sempre! Per scoprire quanto e quando piove possiamo usufruire dei dati messi a disposizione dall&#8217;Osservatorio Meteorologico Regionale (OSMER) dell&#8217;Agenzia Regionale per la Protezione dell&#8217;Ambiente (ARPA). Lo studio del clima non è un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=117&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stimolato dalla nota di un amico su FaceBook, ho deciso di sfatare un mito riguardo alla mia amata Patria: in Friuli non piove sempre!</p>
<p>Per scoprire quanto e quando piove possiamo usufruire dei dati messi a disposizione dall&#8217;<a href="http://www.osmer.fvg.it">Osservatorio Meteorologico Regionale</a> (OSMER) dell&#8217;<a href="http://www.arpa.fvg.it/">Agenzia Regionale per la Protezione dell&#8217;Ambiente</a> (ARPA).<br />
Lo studio del clima non è un fatto semplice e, soprattutto, non sempre il clima percepito è coincidente con quello &#8220;misurato&#8221;. Problema che riguarda peraltro tutti gli aspetti del rapporto uomo-ambiente.<br />
Sul sito dell&#8217;OSMER si trova un interessantissimo link alla sezione &#8220;Atlante Clima FVG&#8221;. Se accediamo a quella sezione troviamo un ulteriore link che ci permette di accedere ai dati su precipitazioni, temperatura, vento e neve. Entriamo in precipitazioni e scopriamo (in fondo alla pagina) l&#8217;accesso alle <a href="http://www.osmer.fvg.it/~www/IT/CLIMATOLOGIA/Tabelle.php">tabelle mensili e decadali</a>.<span id="more-117"></span></p>
<p>Fantastico, <em>e cumò? E cumò viodin cemût che fâs il timp in Friûl!</em> (Ed ora vediamo com&#8217;è il clima in Friuli).</p>
<p>Le tabelle di cui parlo sono strumenti molto importanti, per chi studia l&#8217;ambiente di una regione. Si tratta della sintesi dei dati raccolti nel tempo, elaborati con metodi statistici, per ricostruire una &#8220;situazione media&#8221;. Tutti sappiamo che il clima ha delle variazioni annuali, anche importanti. Sappiamo bene che non è detto che il 2 novembre piova, così come non è detto che il 10 febbraio faccia un freddo micidiale, o che il 15 agosto faccia caldissimo. La storia recente ci ha regalato un anno 2003 che ha avuto aspetti eccezionali, per quanto riguarda il clima. Nella nostra esperienza è stato l&#8217;anno della Siccità con la S maiuscola. Verifichiamo.</p>
<p>Prendiamo la tabella delle elaborazioni decadali, ovvero dei dati calcolati su dieci giorni consecutivi. La prima deca dell&#8217;anno, per esempio, va dal 1 gennaio al 10 gennaio. Voglio dare un&#8217;occhiata alla mia città: Udine. Scelgo la stazione meteorologica di Udine e seleziono l&#8217;analisi del numero di giorni di pioggia per decadi. Ho due possibilità: scegliere i giorni con almeno 1 mm di pioggia, od i giorni con almeno 5 mm di pioggia. La differenza non è da poco, ma lo vedremo dopo. Scegliamo &#8220;almeno 1 mm&#8221;.</p>
<p>Il risultato è interessante. Innanzitutto, abbiamo dati dal 1990 al 2010. Cosa importante. Fare uno studio sul clima usando meno di 10 anni di misure è insensato (troppo grande la variabilità da anno ad anno). Direi che 20 anni non sia male. Scopriamo così che il numero medio di giorni in cui ad Udine ci sono state precipitazioni pari almeno ad 1 mm è pari a 100. Signori, 100 giorni su 365! Significa che <strong>nel 72% dei giorni ad Udine non cade una goccia d&#8217;acqua</strong>. Ma in Friuli non doveva piovere sempre?</p>
<p>Ad ogni modo, c&#8217;è un limite in questa analisi. Pensate all&#8217;estate. Giornata splendida, caldo, sole che spacca, arriva la sera, nuvoloni, temporale, piove per un&#8217;ora, poi torna sereno. Precipitazioni decisamente superiori a 1 mm, eppure la giornata è stata quasi tutta bella. 1 ora di pioggia su 24, cosa volete che sia, serve a bagnare l&#8217;orto!</p>
<p>Allora prendiamo un&#8217;altra tabella, quella dei giorni con almeno 5 mm di pioggia. La media sui vent&#8217;anni risulta essere di 64 giorni su 364. Fantastico, questo significa che le piogge &#8220;serie&#8221; su Udine cadono <strong>solo per 64 giorni</strong>, appena il 17% dei giorni dell&#8217;anno!</p>
<p>Udine, si sa, sta in mezzo al Friuli, in mezzo ad una pianura. In genere le pianure sono poco piovose, più della costa, ma molto meno delle zone montane.</p>
<p>Prendiamo allora la Capitale della Pioggia: Musi. Famosissima località della Val Torre, dove le correnti cariche di umidità sbattono contro la barriera delle Prealpi, scaricando pioggia a catinelle. Se c&#8217;è un <em>pissadôr dal Friûl</em>, è sicuramente questo. Innanzitutto una <em>standing ovation</em> per le precipitazioni annue cumulate a Musi: media 2001 &#8211; 2010 pari a 3250 mm! Il record registrato nel periodo è del 2008, con 4476 mm. Per fare un confronto, considerate che le precipitazioni medie annuali ad Udine sono pari a 1451 mm, che nelle Highlands scozzesi ci si aggira attorno ai 3000 mm e che valori superiori a 4000 sono comuni solo nelle zone monsoniche.</p>
<p>Ma andiamo ai giorni di pioggia. I dati sono più scarsi che per Udine, presumo per problemi di &#8220;fermo&#8221; della centralina. Ad ogni modo la media dei valori annuali misurati è di 127 giorni di pioggia all&#8217;anno, pari al 35%. Insomma, anche nel posto più piovoso d&#8217;Europa, piove per appena 1/3 dei giorni dell&#8217;anno. Ma se andiamo a guardare la tabella dei giorni con più di 5 mm di pioggia, sono 92, pari ad 1/4 dei giorni dell&#8217;anno. Per essere <em>il pissadôr d&#8217;Europe</em> è piuttosto solare come posto, non trovate?</p>
<p>Dopo essere stati nella monsonica Musi, proviamo a spostarci nelle zone mediterranee della costa. Escludiamo la costa della Venezia Giulia, perché stiamo lavorando sul mito negativo del Friuli, il paradiso climatico di Trieste non ci serve. Prendiamo Lignano. Precipitazione annua media del periodo 1999 &#8211; 2010 (non molto ma ci accontentiamo) pari a 857 mm. Sottolineo innanzitutto l&#8217;estrema differenza che intercorre fra Musi e Lignano, 3250 contro 857 mm di pioggia all&#8217;anno!</p>
<p>La tabella dei giorni con più di 1 mm di pioggia ci dice che cade acqua per 81 giorni all&#8217;anno, pari al 22% su 365 giorni. Se scegliamo la tabella dei giorni con più di 5 mm di pioggia arriviamo a 46 giorni! Non per nulla, si va al mare per prendere il sole.</p>
<p>In definitiva, direi che si possa affermare senza problemi che in Friuli non piove sempre. C&#8217;è un altro dato che dovrebbe aiutarmi a dimostrare la mia tesi: l&#8217;uva senza sole non matura. Ed il Friuli è famoso per la produzione vinicola.</p>
<p>Il problema ritengo che risieda nella percezione che viene prodotta dalla distribuzione delle precipitazioni e dal numero di giorni consecutivi di cielo coperto. L&#8217;irraggiamento solare è importante, secondo alcune teorie, per modificare attraverso meccanismi fisiologici particolari l&#8217;umore delle persone. Probabilmente in Friuli il numero di giorni consecutivi senza sole è troppo lungo e genera il caratteristico pessimismo friulano. La teoria non mi convince del tutto però. Se fosse vero gli africani che vivono in Friuli, la cui pelle è dotata di un efficientissimo filtro solare, dovrebbero essere perennemente depressi, cosa che a prima vista non appare.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/117/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/117/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/117/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=117&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Angoli di natura</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecology]]></category>
		<category><![CDATA[Invertebrates]]></category>
		<category><![CDATA[Lakes and Ponds]]></category>
		<category><![CDATA[Aeshna juncea]]></category>
		<category><![CDATA[Alpi Carniche]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
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		<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Ecosistema]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Odonata]]></category>
		<category><![CDATA[Passo Cason di Lanza]]></category>
		<category><![CDATA[Specie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì scorso ho passato un po&#8217; di tempo seduto presso le rive di una pozza in alpeggio. Ero al Passo Cason di Lanza, nei pressi dell&#8217;omonima malga, dove si trova un piccolo stagno, la classica raccolta d&#8217;acqua creata per abbeverare le vacche. Finito il mio panino (era la pausa pranzo) ho iniziato a lottare, in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=99&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì scorso ho passato un po&#8217; di tempo seduto presso le rive di una pozza in alpeggio. Ero al Passo Cason di Lanza, nei pressi dell&#8217;omonima malga, dove si trova un piccolo stagno, la classica raccolta d&#8217;acqua creata per abbeverare le vacche. Finito il mio panino (era la pausa pranzo) ho iniziato a lottare, in senso metaforico, con le libellule.</p>
<p><img src="http://www.bepoglace.eu/fauna/invertebrats/fig/Aeshna_juncea_p.jpg" alt="Aeshna juncea" align="center" /></p>
<p>Non ho mai dato grande peso agli ambienti residui, così come a quelli la cui estensione è molto ridotta. Ma l&#8217;esperienza mi sta insegnando a rivalutare ogni tessera del mosaico, ammettendo che se ne mancasse anche una sola, l&#8217;immagine risulterebbe rovinata. Pur rifuggendo dalla passione particolarista, che affligge in modo particolare alcuni colleghi, sono giunto lentamente alla convinzione che valga la pena di conservare e gestire in modo oculato ogni metro quadrato del territorio.<span id="more-99"></span></p>
<p>Proprio mentre stavo seduto a contemplare le schermaglie delle libellule al Cason di Lanza, ho scattato la foto che pubblico qui sopra. Non conosco gli adulti degli Odonati, per cui ho postato l&#8217;immagine su un forum (Natura e Foto) dove mi hanno fornito l&#8217;identificazione. Si tratta di <em>Aeshna juncea</em>, una specie di cui ignoravo persino l&#8217;esistenza. Ecco dunque che una pozza, la cui estensione non supera ad occhio i 20 metri quadrati, mi ha regalato una bella osservazione.<br />
Non che le osservazioni vadano collezionate. Non apprezzo chi segna le tacche, conta le specie avvistate, gareggiando con altri. Non mi sembra attività di osservazione naturalistica in senso stretto, ma vedere una nuova specie (per me) è sempre una gran bella soddisfazione.</p>
<p>In fin dei conti credo che ci sia, nel nostro territorio, per quanto massacrato dall&#8217;antropizzazione, molto più di quanto possiamo sospettare. Il Friuli in particolare è una regione europea molto ricca, grazie alla sua posizione geografica ed alla grande varietà di ambienti e climi, compressi in un territorio tutto sommato minuscolo, ma complesso. Non posso fare a meno di pensare a quanto abbiamo perso, senza averne neppure coscienza, nel corso degli ultimi decenni.</p>
<p>Tutto sta nel guardare con gli occhi giusti. Chi parte dal presupposto che in campagna ci siano solo banalità, raramente vede qualcosa. Chi, per contro, parte con gli occhi spalancati e l&#8217;ingenuità infantile, vede molto. Lo sguardo infantile è essenziale nell&#8217;approccio alla natura. Ogni volta che ci sentiamo &#8220;grandi&#8221;, che crediamo di avere capito qualcosa, finiamo col prendere cantonate incredibili. In fondo ogni studioso deve per forza rimanere un eterno fanciullo, conservare la curiosità e fuggire la tentazione di dire &#8220;io so&#8221;. Coloro che credono di sapere sono finiti, come studiosi, perché lo studio prevede innanzitutto di essere coscienti della propria ignoranza di fronte al mondo.</p>
<p>Dunque avviciniamoci a qualunque fazzoletto di terra od acqua con una grande dose di curiosità, e cerchiamo di ricordare sempre che non sono le dimensioni a rendere importanti le cose che lo sono veramente.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/99/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=99&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ritorneranno gli storioni?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 18:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fish]]></category>
		<category><![CDATA[Freshwater Biology]]></category>
		<category><![CDATA[Acipenser naccarii]]></category>
		<category><![CDATA[Adriatico]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Isonzo]]></category>
		<category><![CDATA[Storione Cobice]]></category>
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		<description><![CDATA[Un tempo gli storioni risalivano regolarmente i nostri fiumi. Acipenser naccarii, detto storione cobice o semplicemente storione adriatico, non diventa grande come il congenere Acipenser sturio (lo storione europeo). Quest&#8217;ultimo infatti può raggiungere i 150 Kg di peso, mentre il nostro cobice arriva fino al peso di circa 25 Kg (segnalazioni non ufficiali parlano di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=96&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tempo gli storioni risalivano regolarmente i nostri fiumi. <em>Acipenser naccarii</em>, detto storione cobice o semplicemente storione adriatico, non diventa grande come il congenere <em>Acipenser sturio</em> (lo storione europeo). Quest&#8217;ultimo infatti può raggiungere i 150 Kg di peso, mentre il nostro cobice arriva fino al peso di circa 25 Kg (segnalazioni non ufficiali parlano di più di 30 Kg).</p>
<p>Questo pesce, endemico dell&#8217;Adriatico, ha subito un declino lento ma inesorabile nel corso del tempo. Mentre la pesca non accennava a diminuire, le sue possibilità di trovare ambienti adatti alla riproduzione scemavano. Da alcuni anni la politica nei confronti di questo pesce è cambiata. Innanzitutto la pesca professionale è scomparsa, per mancanza di materia prima: non si trovavano più storioni. E&#8217; iniziato l&#8217;allevamento della specie e con esso delle campagne di reintroduzione, o meglio di rafforzamento delle popolazioni esistenti.<span id="more-96"></span></p>
<p>Ricordo che quando ero un ragazzino (credo fra il 1982 ed il 1984) si parlava di uno storione catturato sul fiume Stella, poi un&#8217;altro sull&#8217;Aussa. C&#8217;era chi diceva che fossero sfuggiti ad allevamenti, altri parlavano dell&#8217;ultimo storione selvatico. Poi nulla. Solo alcune segnalazioni di storioni sfuggiti ad allevamenti, per altro nemmeno appartenenti alla specie endemica delle nostre acque.</p>
<p>Fu nei primi anni del XXI secolo che tornai a sentirne parlare, quando iniziarono le immissioni di giovani nelle acque di alcuni fiumi che sfociano nell&#8217;alto Adriatico. All&#8217;epoca lavoravo già al Laboratorio Regionale di Idrobiologia. Per la nostra regione non disponevamo di materiale da immettere, ma venne istituito il divieto di pesca per la specie e ci impegnammo a raccogliere tutte le segnalazioni di eventuali catture.</p>
<p>Dopo un po&#8217; iniziarono a girare delle voci al riguardo. Uno storione di un paio di chili pare fosse stato catturato al Lisert da pescatori dilettanti. Un altro sembrava essere stato pescato alla foce dell&#8217;Isonzo. Si parlava di avvistamenti in Tagliamento. Ma gran parte delle taglie indicate erano eccessive per gli animali liberati nel sito più vicino del Veneto: non potevano essere cresciuti così rapidamente.</p>
<p>Il tempo passò, con segnalazioni sporadiche, ma senza che avessi mai l&#8217;occasione di esaminare un solo esemplare. Poi iniziarono le segnalazioni a maggiore distanza dal mare. Visti e catturati, rilasciati nello stesso luogo o liberati in acque più profonde, gli storioni iniziarono a comparire lontano dal mare all&#8217;inizio dell&#8217;estate. Ancora una volta, io non c&#8217;ero, ma finalmente ho potuto esaminare un paio di foto. Sicuramente <em>Acipenser naccarii</em>, abbastanza grande, potenzialmente maturo e diretto alle zone di riproduzione storiche.</p>
<p>Tutti vorrete sapere dove, come, quando. Mi dispiace ma l&#8217;informazione è riservata. Ciò che ha consentito questi piccoli ma incoraggianti risultati è stato il disinteresse da parte di chi potrebbe catturare i pesci. Se non si sa che c&#8217;è, non si caccia, e se non si caccia, non si cattura.<br />
Diamogli ancora un po&#8217; di tempo, lasciamo che si divertano a salire e scendere dal mare verso i nostri fiumi, che depongano le loro uova (non pensate al caviale, non è il caso) e generino figli nati in natura, pronti a riprendere il ciclo. Forse fra sei o sette anni avremo molte più segnalazioni ed allora potremo parlare con maggiore sicurezza di un ritorno. Nel frattempo, ascoltiamo i segnali che arrivano dai fiumi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/96/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=96&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Quando la natura fa da sé &#8211; il caso di Chondrostoma nasus nel Natisone</title>
		<link>http://bpnature.wordpress.com/2010/04/28/quando-la-natura-fa-da-se-il-caso-di-chondrostoma-nasus-nel-natisone/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 09:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fish]]></category>
		<category><![CDATA[Rivers and Streams]]></category>
		<category><![CDATA[Alloctono]]></category>
		<category><![CDATA[Chondrostoma nasus]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla fine degli anni &#8217;60 del secolo ormai passato, nel fiume Vipacco, in territorio allora jugoslavo, venne introdotto un pesce originario del bacino del Danubio: Chondrostoma nasus. Il &#8220;naso&#8221;, così chiamato per la bizzarra forma del suo muso (sembra veramente un naso), si diffuse rapidamente nel corso d&#8217;acqua, poi nel fiume Isonzo e, prima che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=87&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine degli anni &#8217;60 del secolo ormai passato, nel fiume Vipacco, in territorio allora jugoslavo, venne introdotto un pesce originario del bacino del Danubio: <em>Chondrostoma nasus</em>. Il &#8220;naso&#8221;, così chiamato per la bizzarra forma del suo muso (sembra veramente un naso), si diffuse rapidamente nel corso d&#8217;acqua, poi nel fiume Isonzo e, prima che ci si rendesse conto di quanto stava accadendo, aveva già invaso gran parte del bacino.</p>
<p>Quando iniziai ad occuparmi di idrobiologia, nel 1995, il naso era considerato l&#8217;invasore più terribile delle nostre acque. Nel fiume Isonzo presso Sagrado questa specie costituiva la maggioranza della fauna ittica presente, sia in termini numerici che di peso. Nello stesso periodo iniziai a guardare al fiume Natisone in un&#8217;ottica scientifica, così decisi di tenere d&#8217;occhio l&#8217;evoluzione della popolazione di naso, in un tratto che frequentavo con una certa assiduità, quello fra Premariacco ed Orsaria. Per avere idee chiare riguardo alla consistenza della popolazione, bisognerebbe effettuare delle catture con metodi quantitativi, chiudere un tratto di fiume con le reti e stimare, attraverso catture ripetute, il numero di pesci presenti. Io non disponevo delle autorizzazioni e dei mezzi necessari per fare questo, ma provai ad individuare un metodo di lavoro alternativo. Se un osservatore, capace di riconoscere i pesci anche da lontano, effettua delle osservazioni in condizioni più o meno paragonabili fra loro, può ottenere dati credibili, se non altro per comprendere l&#8217;evoluzione di una comunità ittica nel tempo.<span id="more-87"></span></p>
<p>L&#8217;osservazione deve essere effettuata con scrupolo e seguendo criteri scientifici. Non potevo quindi affidarmi alle &#8220;sensazioni&#8221; degli altri pescatori. Dovevo necessariamente fare da solo, oppure coinvolgere qualcuno che accettasse di seguire i miei standard operativi. All&#8217;epoca non avevo alcuna possibilità in tal senso, così optai per il &#8220;fai da te&#8221;.<br />
Il metodo che ho utilizzato per oltre dieci anni è stato quello definito &#8220;visual census&#8221;, ovvero osservazione in natura senza cattura. In genere il visual census si fa in immersione, ma nel caso di tratti fluviali a bassa profondità, acqua limpida ed in presenza di operatori addestrati, si può fare anche dall&#8217;esterno. Nel mio caso decisi di riconoscere e contare i pesci dai due ponti di Premariacco (Ponte Romano) ed Orsaria. Il secondo punto di osservazione si rivelò il migliore, così abbandonai il primo, dove l&#8217;acqua è troppo profonda per ottenere stime credibili.</p>
<p>Da un decennio, ogni anno, in tutte le stagioni, cammino lungo il ponte di Orsaria, osservo i pesci e conto quelli che vedo in una fascia di circa 2 metri di larghezza, sotto la verticale del parapetto, sia verso monte che verso valle. E&#8217; un lavoro che richiede pazienza e va fatto nelle ore giuste (per questione di intensità luminosa), lavorando sempre nella stessa fase del giorno, per ovviare alle variazioni dovute all&#8217;attività del pesce, influenzata dall&#8217;intensità della luce e dalla trasparenza dell&#8217;acqua.</p>
<p>I risultati all&#8217;inizio erano sconfortanti: dal ponte rilevai la presenza di un numero limitato di specie: cavedano (<em>Leuciscus cephalus</em>), vairone (<em>Leuciscus souffia</em>), barbo comune (<em>Barbus plebejus</em>), naso (<em>Chondrostoma nasus</em>), trota iridea (<em>Onchorhyncus mykiss</em>). Sapevo che nel fiume c&#8217;erano anche il ghiozzo padano (<em>Padogobius martensii</em>) ed il cobite comune orientale (<em>Cobitis taenia bilineata</em>), ma per vederli avrei dovuto immergermi ed osservare il fondo. Cosa che non intendevo fare né d&#8217;inverno (per via del freddo), né d&#8217;estate (per via dell&#8217;acqua non sempre pulita).<br />
All&#8217;inizio il naso faceva numero in modo impressionante. Contavo in media circa 200 pesci, di cui il 90% era rappresentato da nasi (sono medie pluriennali aprossimate). Tutto sembrava più o meno stabile fino ai primi anni del XXI secolo, poi le cose presero a mutare.</p>
<p>Il professor Specchi, mio relatore e &#8220;capo&#8221; all&#8217;università, mi diceva sempre &#8220;te vedarà Bepo, che &#8216;l calarà da solo&#8221;. Io a dire il vero ero, ingenuamente, propenso ad una soluzione cruenta del problema: peschiamo tutto! Soluzione idiota ed irrealizzabile, perché il Natisone non è del tutto accessibile, a tratti scorre in una forra, con fondi di più di dieci metri; anche usando le bombe sfuggirebbe qualcosa. Ovviamente usare le bombe sarebbe illegale.</p>
<p>Proseguii le mie osservazioni ed iniziai a notare una flessione nelle conte attorno al 2003. Fu l&#8217;anno della grande siccità e tutti i nostri corsi d&#8217;acqua ne risentirono. Stranamente però, sembrava che a soffrire maggiormente fossero le specie introdotte dall&#8217;uomo, quelle alloctone. Le trote fario morivano a decine nell&#8217;alto Judrio e nel Cornappo, sul Natisone trovavo nasi spiaggiati con estese infezioni su tutto il corpo. Il 2004 fu un anno di tregua, ma nel 2005 si ripresentò la siccità. Sebbene le temperature fossero più basse che nel 2003, durante il 2005 sul bacino del Natisone piovve molto poco. Ricordo che, per la prima volta in vita mia, vidi i boschi delle valli soffrire della siccità: su molti alberi le foglie ingiallirono ad agosto. Nel fiume, ancora una volta, la specie che soffrì maggiormente fu il naso.</p>
<p>Dopo il 2005 il numero totale di pesci che conto sotto il ponte è diminuito nettamente e sebbene il naso sia ancora presente, non raggiunge più la metà del numero totale di pesci osservati. Ieri, durante uno dei miei giri di controllo, ho contato sotto il ponte 53 pesci, di cui ben 21 cavedani e 15 barbi. Il resto erano vaironi, solo 3 nasi si sono fatti vedere.</p>
<p>E&#8217; ovvio che cantare vittoria sarebbe anti-scientifico, pertanto non lo farò, ma l&#8217;osservazione sembra suggerire un andamento decennale di diminuzione della numerosità di popolazione del naso. Ignoro se vi saranno cicli con periodo più lungo, ma il dato di fatto è che oggi la presenza del naso, ad Orsaria, in questa stagione, è irrisoria rispetto a dieci anni fa. Le mie osservazioni continueranno, fintanto che avrò la possibilità di effettuarle, l&#8217;esperienza mi ha insegnato che la natura non si può comprendere con pochi dati e tanta fretta. Le cose sono sempre più complesse di quanto possano apparire; ciò che distingue coloro che hanno la presunzione di definirsi &#8220;studiosi&#8221;, rispetto ai sedicenti &#8220;esperti&#8221;, è proprio la pazienza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/87/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/87/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/87/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=87&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>11 aprile 2010 &#8211; Isola della Cona</title>
		<link>http://bpnature.wordpress.com/2010/04/12/11-aprile-2010-isola-della-cona/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 17:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birds]]></category>
		<category><![CDATA[Anser anser]]></category>
		<category><![CDATA[Birdwatching]]></category>
		<category><![CDATA[Cavaliere d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Egretta garzetta]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia Naturalistica]]></category>
		<category><![CDATA[Himantopus himantopus]]></category>
		<category><![CDATA[Isola della Cona]]></category>
		<category><![CDATA[Oca Selvatica]]></category>
		<category><![CDATA[Piro Piro Boschereccio]]></category>
		<category><![CDATA[Riserva Naturale Regionale Foce dell'Isonzo]]></category>
		<category><![CDATA[Tringa glareola]]></category>
		<category><![CDATA[Uccelli]]></category>

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		<description><![CDATA[La Riserva Naturale Regionale della Foce dell&#8217;Isonzo è probabilmente la riserva più popolare e frequentata della regione Friuli Venezia Giulia. Il bello dell&#8217;Isola della Cona, ovvero della parte &#8220;attrezzata&#8221; della Riserva, è che, come dice spesso un suo storico gestore, gli uomini sono in gabbia. Rassegnandomi al ruolo di bipede ingabbiato nei percorsi mascherati, insieme [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=77&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Riserva Naturale Regionale della Foce dell&#8217;Isonzo è probabilmente la riserva più popolare e frequentata della regione Friuli Venezia Giulia. Il bello dell&#8217;Isola della Cona, ovvero della parte &#8220;attrezzata&#8221; della Riserva, è che, come dice spesso un suo storico gestore, gli uomini sono in gabbia.<br />
Rassegnandomi al ruolo di bipede ingabbiato nei percorsi mascherati, insieme ad Anna, sono andato a fare un giro alla Cona, con l&#8217;idea di fare qualche foto. L&#8217;orario era decisamente pessimo per la fotografia, sotto una martellante luce di mezzogiorno.<br />
Dopo avere pagato un abbonamento annuale per l&#8217;ingresso all&#8217;area attrezzata (20€ non sono poi tanti), ci siamo affacciati alle finestre del museo delle anatre, giusto per vedere come va la cova di un&#8217;oca che ha il nido proprio lì sotto. Dall&#8217;altro lato degli specchi d&#8217;acqua del &#8220;serpentone&#8221; frotte di limicoli zampettavano alla ricerca di cibo, mentre un numero impressionante di cigni imbiancava ogni angolo visibile. Tutto troppo lontano. Abbiamo proseguito quindi verso l&#8217;osservatorio della Marinetta, con diverse soste per osservare le rane nelle pozze perenni che si trovano lungo il percorso. In una di queste pozze ci è sfilato sotto il naso un bellissimo coleottero della famiglia Dytiscidae. I ditischi sono dei predatori eccezionali, i più grandi nell&#8217;ambito degli insetti acquatici nostrani. Purtroppo non ho un filtro polarizzatore, così che fotografare soggetti sott&#8217;acqua mi è quasi impossibile. A breve distanza dalla Marinetta, mentre spero che qualche cavaliere d&#8217;Italia si avvicini nonostante il vociare dei gitanti, Anna mi segnala la presenza di una garzetta vicinissima alle feritoie aperte nella mascheratura del passaggio. La posizione è infelice, la luce cruda, ma una garzetta così vicina non l&#8217;ho mai avuta, quindi scatto.</p>
<p><img src="http://www.bepoglace.eu/ratatuje/Egretta_garzetta.jpg" alt="Egretta garzetta"><br />
<span id="more-77"></span><br />
Dalla Marinetta non si vede un granché, o meglio non si vede molto rispetto alla solita folla. Ci sono le oche selvatiche con i loro pulcini, intenti a pascolare, lontano i cavalli della Camargue, un po&#8217; di traffico aereo di cigni e germani reali. Un falco di palude veleggia nel vento, poi si getta fra le canne e sparisce. Proseguiamo lungo il lato orientale, fra il Serpentone ed il canale della Quarantia. Al primo osservatorio abbiamo i cavalieri d&#8217;Italia un po&#8217; più vicini, ma sempre troppo lontani per il mio obiettivo 70-300mm. Incalzati dai gitanti vocianti, proseguiamo. La sorpresa arriva all&#8217;ultimo osservatorio del lato orientale, quello dove finora ho avuto le migliori soddisfazioni. Un Piro Piro Boschereccio si aggira proprio davanti alle feritoie. E&#8217; talmente vicino che nemmeno lo vedo, mi affaccio solo con l&#8217;obiettivo e punto ad una cinquantina di metri, dove ci sono altri limicoli. E&#8217; Anna a dirmi &#8220;questo ti viene a mangiare in mano&#8221;. Penso che sia un po&#8217; troppo entusiasta, riferendosi ad animali che saranno almeno ad una ventina di metri. Poi me lo indica. Se ne stava lì, tranquillo nonostante le mie raffiche di clik clik clik. Talmente vicino che anche dalla feritoia bassa lo inquadro dall&#8217;alto. Devo aspettare che si allontani un po&#8217; per averlo in una buona posizione. Le foto che ne escono non sono eccezionali per qualità, ma il Piro Piro si vede bene.</p>
<p><img src="http://www.bepoglace.eu/ratatuje/Tringa_glareola_04.jpg" alt="Tringa glareola"></p>
<p>Terminiamo il giro un po&#8217; in fretta. Bisogna andare a mangiare qualcosa, poi devo lavorare: ho una consegna per il mattino seguente. Nell&#8217;ultimo tratto prima di tornare all&#8217;auto Anna tenta di esercitare la sua didattica, provando a mostrare qualcosa ad una famiglia che cammina poco dietro a noi.<br />
Dovrò tornare all&#8217;alba, prima o poi, per avere la luce giusta dagli osservatori orientali.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/77/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=77&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ungulati nella Bassa</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 20:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecology]]></category>
		<category><![CDATA[Fauna]]></category>
		<category><![CDATA[Mammals]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando sono nato l&#8217;idea di potere vedere un capriolo nella Bassa, ovvero in quella porzione di pianura friulana che si trova a Sud della linea delle risorgive, era puramente utopistica. Negli anni &#8217;70 del secolo ormai passato avevamo quasi raggiunto il massimo livello di antropizzazione del territorio, mancavano ancora alcuni squallidi riordini fondiari, ma la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=66&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2704/4184798853_2b8aee0c32_m.jpg" alt="Daino nella Bassa" align="right" hspace="10">Quando sono nato l&#8217;idea di potere vedere un capriolo nella Bassa, ovvero in quella porzione di pianura friulana che si trova a Sud della linea delle risorgive, era puramente utopistica. Negli anni &#8217;70 del secolo ormai passato avevamo quasi raggiunto il massimo livello di antropizzazione del territorio, mancavano ancora alcuni squallidi riordini fondiari, ma la riduzione di habitat e la caccia mal regolamentata, grazie alla mancanza di cultura faunistica, avevano reso rare se non assenti molte specie di animali.<br />
Durante gli ultimi trent&#8217;anni per fortuna alcune cose sono cambiate. Hanno iniziato per primi i caprioli ed i cinghiali, scendendo dalle Prealpi, poi gruppi di daini sfuggiti a parchi ed allevamenti. Oggi trovare tracce di ungulati nella Bassa non è più raro, così come fare degli avvistamenti.<span id="more-66"></span><br />
Dato che per lavoro frequento spesso Ariis di Rivignano, sede dell&#8217;acquario regionale di acqua dolce, ho avuto a che fare coi daini sfuggiti da una tenuta privata locale. Durante l&#8217;inverno capitava spesso di trovare daini al pascolo sul prato dietro l&#8217;acquario, dove l&#8217;erba era verde grazie ai tagli. Un daino venne trovato impigliato nella rete del campo di calcio del paese (liberato a scapito della rete), mentre altri ebbero minor fortuna finendo la propria esistenza provocando gravi danni alle auto di alcuni abitanti della zona. I caprioli sembravano non entrare nel circondario di Ariis, soffrendo la competizione dei daini, ma erano già divenuti comuni in altre zone della Bassa. Un mattino mi divertii a contare le teste che si alzavano curiose dal grano nei campi presso Torviscosa, un&#8217;altra volta mi imbattei in un paio di esemplari verso Aquileia. I cinghiali si spinsero sempre più a Sud, puntando verso la laguna, grazie alla loro grande capacità di adattamento ed un coraggio non indifferente, che li rende ottimi candidati come animali &#8220;da discarica&#8221;. Le prime orme le trovai dalle parti di Porpetto a fine anni &#8217;90, ma i cacciatori ne parlavano già da qualche anno.<br />
Negli ultimi anni i daini di Ariis si sono allontanati un po&#8217; dal paese, c&#8217;è stato qualche abbattimento programmato (ridotto), i caprioli premono sui confini del loro territorio. Ho trovato un gruppo un po&#8217; più a Nord, di cui fa parte l&#8217;esemplare ritratto nella foto qui sopra.<br />
Questa sera percorrendo una via &#8220;alternativa&#8221; fra Ariis e Mortegliano mi sono nuovamente imbattuto in un daino ed un capriolo. L&#8217;incontro con quest&#8217;ultimo è stato piuttosto curioso. Stavo percorrendo a bassa velocità (10 Km/h) una strada sterrata, sbirciando a destra ed a sinistra in cerca di qualcosa da fotografare, ormai rassegnato ad un rientro infruttuoso visto che la luce se n&#8217;era quasi andata. Ad un certo punto il mio cervello ha elaborato un&#8217;immagine: preda. Ho fermato l&#8217;auto con calma, innestato la retromarcia e mi sono piazzato al margine di un pioppeto, dove inconsciamente avevo rilevato la presenza di un animale. Era un capriolo, che se ne stava a circa 250 metri, immobile, guardando preoccupato nella mia direzione. Dopo un paio di minuti ho iniziato a pensare che il capriolo fosse di legno, perché non si stava muovendo. Alla fine, sbirciando attraverso il mirino della macchina fotografica l&#8217;ho visto muovere un&#8217;orecchia, poi voltare il capo. Dopo un altro paio di minuti ha deciso che lo stavo mirando con qualcosa di innocuo e se n&#8217;è andato, piuttosto scocciato per un velato tentativo di inseguimento (insensato da parte mia).<br />
In alcuno paesi del Nord Europa le pianure, anche agricole, ospitano persino i cervi. Forse oggi è utopistico sperare di incontrarne uno fra i pioppeti e le boschette della Bassa, ma gli ultimi due decenni mi hanno insegnato che la fauna si sposta velocemente, occupa spazi liberi con rapidità inattesa e si adatta alla presenza dell&#8217;uomo più di quanto sarebbe lecito sperare. L&#8217;importante è regolamentare bene la caccia, al resto pensa la voglia di espansione che ogni specie animale e vegetale ha insita nel proprio comportamento.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/66/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/66/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/66/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=66&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>31 gennaio 2010 &#8211; Alberoni (Staranzano)</title>
		<link>http://bpnature.wordpress.com/2010/02/03/31-gennaio-2010-alberoni-staranzano/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe-Adriano Moro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Birds]]></category>
		<category><![CDATA[Shallow Water and Coast]]></category>
		<category><![CDATA[Alberoni]]></category>
		<category><![CDATA[Baia di Panzano]]></category>
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		<category><![CDATA[Passeggiate nella Natura]]></category>
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		<description><![CDATA[Alberoni è un toponimo piuttosto comune nelle zone costiere dell&#8217;alto Adriatico, guarda caso sempre collegato a boschi. Gli Alberoni di cui parlo sono una zona situata quasi interamente in comune di Staranzano (GO), compresa fra il canale Brancolo ed il mare, con una forma aprossimativamente triangolare. Il perimetro dell&#8217;area definita genericamente &#8220;gli Alberoni&#8221; in verità [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=42&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alberoni è un toponimo piuttosto comune nelle zone costiere dell&#8217;alto Adriatico, guarda caso sempre collegato a boschi. Gli Alberoni di cui parlo sono una zona situata quasi interamente in comune di Staranzano (GO), compresa fra il canale Brancolo ed il mare, con una forma aprossimativamente triangolare. Il perimetro dell&#8217;area definita genericamente &#8220;gli Alberoni&#8221; in verità comprende ambienti molto diversi fra loro. Se il lato SE del triangolo è chiaramente definito dalla riva del mare, con quello che viene chiamato Lido di Staranzano, ed il lato SW è rappresentato dal Canale della Quarantia, verso Nord i limiti non sono molto chiari, almeno per me che non sono indigeno del luogo. C&#8217;è chi chiama Alberoni tutta la zona fino al Brancolo, ma la maggioranza si riferisce alla porzione di territorio più vicina al mare, dove la bonifica si è arresa lasciando nuovamente spazio alla vegetazione spontanea.</p>
<p><img src="http://www.bepoglace.eu/osservazioni/20100131_alberoni/alberoni_20100131_001.jpg" alt="Pista ciclopedonale Alberoni Punta Barene" /><br />
<span id="more-42"></span></p>
<p>Conoscevo superficialmente il bosco di grandi pioppi bianchi che si trova appena dietro l&#8217;argine creato per difendere le bonifiche, ma non mi ero mai spinto verso la Punta Barene, convinto che la zona fosse del tutto selvaggia ed inacessibile. Invece grazie ad Anna ho scoperto che esiste un percorso pedonale-ciclabile che percorre il piede interno dell&#8217;argine e consente di dare un&#8217;occhiata sia al bosco che al lido. Così domenica scorsa, mentre soffiava un vento di Bora non feroce ma fastidioso, mi sono fatto accompagnare lungo un breve percorso (3 Km), molto interessante.<br />
La giornata grigia e ventosa d&#8217;inverno non favorisce di certo le osservazioni naturalistiche, dato che anche la fauna preferisce rimanere defilata in luoghi riparati, inoltre la marea era bassa e tutti gli uccelli limicoli si erano spinti al margine del bagnasciuga, che in questo tratto di costa bassa e sabbiosa si può spostare di diverse centinaia di metri.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;argine si estende, oltre la pista ciclopedonale, una splendida e fitta boscaglia, mentre verso il mare alcuni pennelli tentano di contenere gli spostamenti della sabbia lungo il litorale. Sullo sfondo della baia di Panzano si alzano le grandi gru ponte dei cantieri navali di Monfalcone, dietro di esse il Carso e quindi le Prealpi Giulie innevate.<br />
<img src="http://www.bepoglace.eu/osservazioni/20100131_alberoni/alberoni_20100131_002.jpg" alt="La vista verso Monfalcone ed i monti" /></p>
<p>Sulla spianata di sabbia esposta dalla bassa marea non c&#8217;è molto da vedere, a portata di mano. Solo le onnipresenti folaghe ed un paio di gabbiani comuni, mentre in lontananza Anna riesce ad individuare, grazie al canocchiale a 45 ingrandimenti, dei chiurli maggiori intenti a cacciare organismi bentonici fossori al limite del bagnasciuga. Passa un gruppetto di oche, un po&#8217; troppo lontano per vederle bene, ma sembrano lombardelle maggiori.<br />
<img src="http://www.bepoglace.eu/osservazioni/20100131_alberoni/alberoni_20100131_003.jpg" alt="Sotto l'argine solo folaghe e gabbiani" /></p>
<p>Quando arriviamo alla foce della Quarantia, dove un tempo l&#8217;Isonzo stesso si riversava in mare, nel canale si trova qualcosa di più interessante. Veniamo accolti da un primo gruppetto di dodici oche selvatiche. Quindi un chiurlo fa il suo passaggio in volo al centro del canale. Provo a fotografarlo ad inseguimento, scoprendo quanto è dura questa tecnica. Su tre scatti in uno solo c&#8217;è il chiurlo, ed è mosso. Ad ogni modo era troppo lontano per il mio 70/300. Più vicini ci sono un bel gabbiano comune ed una garzetta intenta a cacciare qualcosa sulle palificate che separano diversi &#8220;settori&#8221; nella bidonville acquatica che da quelle parti chiamano &#8220;i casoni&#8221;. Oltre il canale un gruppo di sei anatidi si diverte a scomparire sott&#8217;acqua ogni volta che tentiamo di identificarli, fino a quando capiamo che si tratta di femmine di quattrocchi. Al centro del canale nuota tranquilla una coppia di simpatici smerghi minori, con i ciuffi spettinati più del solito a causa della Bora. Due cigni passano col loro volo fragoroso e si dirigono verso il mare aperto, dove stazionano molti loro simili.<br />
Passa un gruppetto di oche, un po&#8217; troppo lontano per vederle bene, ma sembrano lombardelle maggiori.<br />
<img src="http://www.bepoglace.eu/osservazioni/20100131_alberoni/alberoni_20100131_004.jpg" alt="Una simpatica coppia di smerghi minori" /></p>
<p>Rientriamo verso l&#8217;auto, parcheggiata presso il ristorante degli Alberoni, percorrendo la strada che dall&#8217;argine di Punta Barene porta all&#8217;edificio della tenuta San Giusto. Sulla destra una lunga piantagione di pini, dove si aggirano molti piccoli uccelli troppo veloci e lontani per essere riconoscibili. L&#8217;unico coraggioso è uno scricciolo, che a dispetto delle dimensioni se ne sta tranquillamente su uno stecco mentre ci studia (è notevole osservare che non si è preoccupato per la presenza di due cani, i quali a loro volta, non l&#8217;hanno degnato di uno sguardo). A sinistra della strada lo squallore della bonifica, ordinata, arata e &#8220;pulita&#8221;. Anna mi chiede con ironia se vedo qualche beccaccino. Non ne ho mai visto uno vivo in campo: vedere qualcosa che non si conosce è molto difficile. Questo vale per gli uccelli in campagna come per i miei invertebrati in un fiume, mi giustifico in questo modo.<br />
<img src="http://www.bepoglace.eu/osservazioni/20100131_alberoni/alberoni_20100131_005.jpg" alt="Lo scricciolo ci osserva" /></p>
<p>L&#8217;area dove si svolge la passeggiata è completamente inclusa nella <a href="http://www.isoladellacona.it/">Riserva Naturale Regionale della Foce dell&#8217;Isonzo</a> e nel SIC IT3330005. Per visualizzare il percorso che abbiamo seguito potete visualizzare una mappa a <a href="http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;t=k&amp;msa=0&amp;ll=45.758901,13.52211&amp;spn=0.022965,0.055747&amp;z=15&amp;msid=117349117042823036685.00047eb414b600ee609fc">questo link</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/bpnature.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/bpnature.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/bpnature.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/bpnature.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/bpnature.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/bpnature.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/bpnature.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/bpnature.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/bpnature.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/bpnature.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/bpnature.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/bpnature.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/bpnature.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/bpnature.wordpress.com/42/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=bpnature.wordpress.com&amp;blog=9648735&amp;post=42&amp;subd=bpnature&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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