Martellata planetaria

gennaio 17, 2022 by

Penso che tutti abbiate letto o ascoltato la notizia dell’eruzione esplosiva del vulcano marino Hunga-Tonga Hunga-Ha’apai nell’area delle isole Tonga. Non è certo la prima eruzione esplosiva cui assiste l’umanità, sicuramente non ha avuto effetti paragonabili a quella di Thira (Santorini) nella protostoria o del Vesuvio nel 79 d.C., ma questa volta siamo ben connessi per scambiarci informazioni, abbiamo disseminato il pianeta di sensori e abbiamo addirittura degli apparati per riprese fotografiche e video in orbita attorno al pianeta.

Dati di pressione atmosferica da quattro stazioni meteorologiche OsMeR ARPA FVG (scostamento dalla media)

Mi sono divertito a compilare il grafico che vedete qui sopra a partire dai dati delle stazioni meteorologiche dell’OsMeR ARPA FVG di Udine, Cattinara (Trieste), Monte Lussari (Tarvisio) e Monte Zoncolan (Ravascletto). Dato che le stazioni si trovano a quote molto diverse, i valori assoluti di pressione atmosferica misurati erano difficilmente confrontabili fra loro. Ho quindi deciso di sottrarre a ogni valore puntuale la media dei valori nell’intervallo di osservazione. Nota bene, non è certo una standardizzazione, che non avrebbe senso dato che non stiamo misurando ripetutamente il valore di una variabile che riteniamo essere immutato nel tempo per ottenerne una stima, ma stiamo misurando il valore di una variabile che sicuramente varia nel tempo. Lo scopo dell’operazione che ho fatto è semplicemente quello di permettermi di avere un grafico leggibile. Come potete vedere, in tutte quattro le stazioni, la pressione atmosferica è aumentata rapidamente, poi è calata rapidamente scendendo sotto il valore medio dell’intervallo di osservazione e quindi è tornata a salire, oscillando ancora un po’. Non ho avuto tempo di elaborare i dati su un intervallo maggiore per dimostrare matematicamente che questa oscillazione è un’onda di pressione determinata da un “colpo”, ma intuitivamente si capisce il fenomeno.

Monte d’Accoddi

dicembre 23, 2021 by

Un luogo sacro preistorico

Fra Sassari e Porto Torres, su una zona pianeggiante non lontana dal solco del rio d’Ottava, si erge un curioso rilievo che viene chiamato oggi Monte d’Accoddi. Il suo punto culminante è tutt’altro che naturale, dato che è occupato da una delle più importanti e interessanti opere costruite da umani in Sardegna.

Vista della struttura dalla rampa di accesso

Nel sito di Monte d’Accoddi possiamo osservare oggi una grande struttura, composta da due piattaforme sovrapposte a cui si accede mediante una lunga rampa sul versante meridionale.

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Un fiume tratteggiato

dicembre 12, 2021 by
Immagine in falso colore da Sentinel 2, il tratto di alveo del Tagliamento a valle della confluenza del torrente Degano (10 settembre 2021)

C’è un motivo chiaro se dico che non dovremmo intervenire con ulteriori modifiche allo stato attuale del fiume Tagliamento. Questo fiume, già molto maltrattato dall’uomo, conserva ancora caratteri di grande valore, possibilità enormi di usi plurimi, come ho scritto nell’articolo Una difesa del Tagliamento.
Quando iniziai a occuparmi professionalmente di fiumi, era sotto gli occhi di tutti che un’ampia parte del reticolo idrografico nel bacino montano del Tagliamento era soggetto a prolungate asciutte inverali ed estive. Eppure lo scrivemmo per la prima volta fra il 2004 e il 2005, quando la Regione iniziò a lavorare all’applicazione della Direttiva Quadro sulle Acque, la famosa 2000/60/CE.

All’epoca ero il biologo a contratto presso il Laboratorio Regionale di Idrobiologia dell’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia. L’ETP collaborò con il Servizio gestione risorse idriche della Regione, con l’ARPA e l’Università degli Studi di Trieste e insieme progettammo una serie di studi, allo scopo di comprendere e documentare gli effetti delle derivazioni a uso idroelettrico che alimentano la centrale di Somplago.

Quegli studi costituirono la base per qualcosa di molto importante: le misure di tutela quantitativa del Piano Regionale di Tutela delle Acque.

Imparammo allora che i fondovalle carnici sono, a tutti gli effetti, degli enormi canaloni pieni di sedimenti più o meno grossolani. Sulla genesi di questi canyon pieni di ghiaia ci sono ottime ipotesi, ma dato che non sono geologo, mi limito a osservare l’effetto superficiale: l’acqua può scendere nel materasso alluvionale, dove continua a muoversi verso il mare, ma in una porzione di spazio dove è inaccessibile per noi esseri di superficie. Sappiamo che non è sempre stato esattamente come ora e che il Tagliamento, in assenza di sbarramenti e derivazioni, era un fiume perenne nel tratto montano. Le asciutte si verificavano probabilmente, per brevi periodi, nel tratto molto disperdente fra la stretta di Pinzano e la linea delle risorgive. Questo favorì l’attraversamento, ad esempio al guado della Richinvelda, tristemente famoso per l’assassinio del nostro Patriarca il Beato Betrant. A monte di Pinzano il Tagliamento era stato perenne fino a metà del XX secolo.

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Guardiamo dove mettiamo i piedi

novembre 19, 2021 by

A volte l’ovvietà mi emoziona. Vedere la struttura di un fondovalle, mettere in evidenza le impronte lasciate da decine, centinaia forse, di eventi nel corso dei quali il torrente ha spostato enormi quantità di sedimenti. Lo so, sono laureato in Scienze Biologiche, dico di essere un biologo, mi occupo di cose vive e mollicce. Ma la Vita sulla Terra è qualcosa che si “appoggia” a questo substrato.

Parte del fondo dell’alta valle del Bût (Alpi Carniche), elaborazione da DEM 0,5m (Regione Aut. Friuli Venezia Giulia)

La disposizione di quelle barre fluviali e dei canali, dei terrazzi, la presenza dei conoidi, delle frane, sono ciò che determina la distribuzione dei viventi, questa è la componente abiotica dell’ecosistema, è la parte non viva ma dinamica degli habitat. E’ impossibile ignorare il fatto che la morfologia della superficie terrestre influenzi in modo determinante la distribuzione dei viventi, così come è impossibile ignorare che i viventi siano in grado di indirizzare la morfologia superficiale. Nel caso degli alvei questo è molto evidente. Forse non sono un “biologo” in senso stretto, il termine corretto è “ecologo“. Per questo motivo studio la geomorfologia da tre decenni. Per fortuna anche i ricercatori veri stanno seguendo questa via da anni e vedremo belle cose in futuro, ne sono certo.

Why I take part in the battle that will be lost

novembre 11, 2021 by

The battle against climate change

We all know, or should know, that the climate is changing fastly. Data analyses suggest that the speed of the process is higher than during the past ages. The same data suggest that the difference between the present day global warming and other similar events of the past is that the human activity is a major cause of the unprecedented speed of the climate change.

Alpi Carniche a primavera

You may argue that our capability of measuring the actual temperature of atmosphere and oceans today is higher than the capability of estimating the same temperature for the past. This doesn’t mean that the data we have at hand are not clear enough to tell us that something is changig fast, faster than during the last ten centuries, too fast for us!

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