Cosa sono e a cosa servono i SIC

luglio 14, 2018 by

Le aree che chiamiamo SIC sono parte di una rete di aree istituita per conservare alcuni elementi della natura europea, altrimenti a rischio. La loro funzione è creare una rete di siti, connessi fra loro, che permetta la sopravvivenza di habitat e specie a rischio di scomparsa (estinzione) in Europa.
Ma non si tratta di porzioni di territorio caratterizzate da divieti di ogni genere. Quello è un concetto piuttosto vecchio di conservazione, inadeguato alla realtà del territorio europeo occidentale.

Il fiume nel sito “Foce del Friume Isonzo”, parte della rete Natura 2000

Innanzitutto vediamo in dettaglio cosa sono. I Siti di Interesse Comunitario (SIC) sono porzioni di territorio che, per gli habitat presenti e le specie che ci vivono, sono Leggi il seguito di questo post »

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Prevedere per adattarsi al cambiamento climatico

marzo 29, 2018 by

Tempo fa, grazie alla segnalazione della mia amica Sue, ho potuto leggere un report del US Geological Service, relativo a un progetto sulla modellazione degli effetti del cambiamento climatico in corso sulla piccola scala. Potete trovare in rete il report (scarica il PDF qui). Alcune delle scelte effettuate da chi ha svolto lo studio sono probabilmente non ideali, ma l’approccio e la motivazione del lavoro è straordinariamente importante.

Mentre infuria il dibattito sulle cause del cambiamento climatico, molto più in sordina migliaia di studiosi stanno lavorando per dare una risposta alla domanda cruciale: cosa accadrà quando il pianeta sarà più caldo?

Il tema di cui si è occupato lo studio del USGS Leggi il seguito di questo post »

Piccole osservazioni sul Tagliamento

marzo 11, 2018 by

Ci sono fiumi grandi e piccoli, poi ci sono i grandi fiumi. Il Tagliamento, sebbene sia un fiume medio-piccolo se confrontato con gli altri nel mondo, è indubbiamente un grande fiume.

Lower Tiliment river - Winter 2018

La mia potrebbe essere un’opinione personale, dettata dal fatto che il Tagliamento, il cui nome nella mia lingua è Tiliment, è la colonna vertebrale del Friuli e quindi il mio giudizio potrebbe essere viziato dai sentimenti. Tuttavia non sono l’unico a pensarla in questo modo. Da anni molti ricercatori stanno studiando il Tagliamento, perché questo fiume è (purtroppo) considerato l’ultimo fiume alpino europeo ad avere ancora caratteristiche naturali per lunghi tratti. Tutti gli altri fiumi alpini, sia sul versante meridionale che su quello settentrionale delle Alpi, sono stati fortemente modificati dall’uomo, rettificati e costretti fra argini fino ad assomigliare più a dei canali artificiali che a dei veri e propri fiumi.

Questa foto è stata scattata durante una sessione di campionamento nel tratto inferiore del Tagliamento, all’altezza di Varmo. Si tratta di uno dei segmenti di fiume più belli in assoluto, con un alveo Leggi il seguito di questo post »

Modelli numerici: predire e capire

gennaio 27, 2018 by

La “modellazione” dei fenomeni naturali fa parte da sempre del bagaglio culturale della scienza moderna, o meglio di quella che definiamo “galileiana”. Gli scienziati tentano di individuare, attraverso l’osservazione dei fenomeni e alcuni esperimenti, le regole della natura.

Questo lavoro non è ovviamente sterile e fine a sé stesso, ma il nocciolo della “scienza”. A volte siamo tentati di confondere i risultati delle osservazioni (i dati) e una loro prima organizzazione (classificazione, nomenclatura di fenomeni, oggetti e viventi) con la scienza in toto. Lo scopo di quest’ultima in realtà è usare questi dati e queste classificazioni per tentare di individuare le leggi che regolano i processi naturali più complessi, allo scopo di comprenderli e di acquisire capacità predittive.

Si, predire ciò che accadrà è fondamentale e l’uomo vi si cimenta da molti millenni. Per i nostri lontani antenati la necessità di predire i fenomeni naturali era stringente quasi quanto per noi, se non più. L’arrivo della stagione delle piogge, lo spostamento delle mandrie di animali selvatici nella savana, la fase vegetativa di alcune piante, erano tutti fenomeni la cui previsione consentiva di aumentare la loro probabilità di sopravvivere.

Quando Homo sapiens sapiens si spostò dall’Eden dell’Africa orientale a territori meno adatti alla nostra specie, questa capacità predittiva divenne ancora più importante, perché non tutto ciò che accadeva era “positivo” per i nostri antenati. Fu così per i cacciatori e raccoglitori dispersi in tutti i continenti e divenne ancora più importante per i pastori e gli agricoltori, che iniziarono a tentare di modificare alcuni processi naturali a proprio vantaggio, senza riuscire a dominare completamente la Natura, ma solo aumentando un po’ la probabilità che una data fonte di cibo si trovasse in un dato posto, a portata di mano. Il bestiame non vive senza pascolo e il grano non cresce senza un periodo di piogge, così come non matura correttamente senza un periodo di sole e clima secco. Capire come prevedere Leggi il seguito di questo post »

Un patrimonio invisibile

agosto 18, 2017 by

La vita quasi sconosciuta nelle acque interne continentali

Knipowitschia punctatissima

Non ricordo esattamente quanti anni avessi quando a Piani di Luzza, sopra Forni Avoltri (UD), scoprii in un ruscello alcuni bizzarri animaletti. Vedevo dei cilindri bianchi, che sembravano fatti di sassolini minuscoli, da cui sporgeva una testa e delle zampe. Chiesi lumi a mio padre, il quale mi spiegò che erano dei “granchietti” che si erano fatti la casetta per proteggere l’addome. Un po’ come i paguri.

Nel 1995 chiesi al prof. Mario Specchi, ordinario di Zoologia per il corso di laurea in Scienze Biologiche dell’Università degli Studi di Trieste, che mi assegnasse una tesi di laurea sul biomonitoraggio usando gli indici biotici applicati ai macroinvertebrati bentonici delle acque correnti. Il professore accettò di avermi come studente interno e mi dette carta bianca per la scelta dell’area dove fare la tesi. Io scelsi il torrente But, uno dei più importanti corsi d’acqua della Carnia, quello che ha scavato la valle da cui proviene una gran quantità di Moro, guarda caso, e lungo cui correva un’antichissima via attraverso le Alpi fin dalla protostoria.

Scoprii così che i “granchietti” sono in realtà degli Insetti e più precisamente si tratta di Trichoptera. In base ai miei ricordi, ormai sfumati, penso che Leggi il seguito di questo post »