La vita su altri pianeti

febbraio 19, 2021 by

Ieri tutti a guardare in diretta streaming l’ammartaggio del rover Perseverance della missione Mars 2020. Uno degli scopi della missione è la ricerca di tracce di vita sul pianeta, oltre tutto raccogliendo campioni e tentando di inviarli sulla Terra.

C’è una riflessione che faccio da molto tempo, leggendo articoli sulla ricerca di vita extraterrestre: siamo Terra-centrici e antropocentrici. Troppo.

Tempo fa lessi un articolo relativo alla scoperta di fosfina nell’atmosfera di Venere. Grande entusiasmo, perché dovunque si legge che la superficie di Venere è troppo calda per ospitare la vita (464°C), ma la fosfina è stata trovata in uno strato di atmosfera più ospitale. Dovete sapere che la fosfina trae origine anche dall’attività batterica.

La vedete l’ingenuità?

Innanzitutto, 464°C è una temperatura troppo elevata per ospitare organismi viventi terrestri, fatti con le molecole biologiche terrestri, con metabolismo terrestre e via dicendo. Per quale motivo nel resto dell’Universo la vita dovrebbe essere fatta come sulla Terra? Non esistono altre molecole in grado di svolgere processi analoghi a quelli che chiamiamo “vita” in altre condizioni?

Questo ricorda un po’ l’ingenuità dei film di fantascienza. Ho guardato 9 film della saga di Star Wars, i 16 episodi finora prodotti di The Mandalorian, un certo numero di episodi delle serie di Star Trek. Sempre, dico sempre, i popoli intelligenti sono tetrapodi a deambulazione bipede, hanno un capo distinguibile da tronco e arti, hanno almeno un paio di occhi semplici o composti, hanno una bocca e suppongo un ano. Insomma, in genere sono delle versioni “stravaganti” di Homo sapiens sapiens, con l’aggiunta qua e là di qualche carattere preso in prestito da altre specie terrestri.

Uno screenshot da Star Wars

Ma quando mai! Leggi il seguito di questo post »

Perdita di suolo e habitat acquatici

gennaio 28, 2021 by

Un fenomeno molto comune nei corsi d’acqua di risorgiva è l’ostruzione degli spazi interstiziali dei substrati ghiaiosi.

Canaletta di drenaggio in ambito agricolo

Questo fenomeno, che viene spesso indicato col termine inglese embedding, può arrivare alla formazione di un substrato in cui i granuli di dimensioni comprese fra 2 e 20 mm sono completamente inglobati in una matrice più fine.

All’origine di questo fenomeno, che si verifica anche in tratti dove la velocità della corrente e la presenza di terreni ghiaiosi prevedrebbe fondi del tutto diversi, c’è un elevato trasporto in sospensione di sedimenti fini, provenienti dal territorio circostante.

In condizioni naturali, nella bassa pianura friulana, i corsi d’acqua di risorgiva erano un tempo inseriti in un contesto forestale ed erano circondati da paludi e acquitrini, in cui spagliavano i torrenti di origine collinare. Questi ambienti rappresentavano un efficiente sedimentatore.

La trasformazione del territorio, attuata nel corso degli ultimi secoli al fine di estendere le aree coltivabili, ha determinato la presenza di ampie superfici di suolo nudo, drenate da un sistema di scolo che fa capo a canalette in terra come quella della foto.

In questa condizione, le precipitazioni sono in grado di rimuovere, per ruscellamento, una quantità rilevante di sedimenti fini che, trasportati fino ai corsi d’acqua di risorgiva, si depositano sui fondali ghiaiosi, generando il quadro descritto. Questo processo facilita l’insediamento di piante acquatiche, che a loro volta contribuiscono ad aumentare la scabrezza del fondo e a catturare più efficacemente il flusso di sedimenti fini.

Nel complesso questo mutamento ha trasformato gli habitat acquatici di quasi tutto il reticolo idrografico dei bacini di risorgiva, provocando la scomparsa di quelli adatti alla vita di diverse specie di invertebrati e alla riproduzione di alcune specie di pesci.

Tu non puoi passare

gennaio 26, 2021 by

Disse Gandalf al Balrog sul ponte di Khazad Dûm.

Salto netto di 3,1 m in queste condizioni di portata.

Oppure una briglia ai pesci, che siano anadromi, catadromi o potamodromi, questa le nostre specie non la passano nemmeno con un razzo legato alla coda.

Sto lavorando sulle discontinuità, ampliando l’analisi dai monti al mare e tenendo in considerazione le necessità di più specie. Le ricadute gestionali saranno importanti.

Micro forme morfologiche

gennaio 23, 2021 by

Camminando lungo l’alveo di un fiume si possono osservare molte forme morfologiche, a varia scala. Uno strumento interessante, che molti di noi conoscono bene, è il visualizzatore di immagini satellitari e aeree messo a disposizione da Google. Grazie a Earth o Maps possiamo vedere immagini acquisite in tutto il mondo, ottime per osservare morfologie a grande e media scala.

Qualche tempo fa, durante un sopralluogo su un tratto di fiume Tagliamento, ho scattato delle foto e ve ne propongo due, che mi sembrano interessanti.

Micro forme morfologiche nell’alveo del Tagliamento

Micro forme morfologiche nell’alveo del Tagliamento

Le immagini potrebbero essere state acquisite da una aereo in volo su un territorio semi desertico, dove l’acqua ha inciso valli, creato scarpate, isolato altipiani. Ma tutto ciò che vedete è molto piccolo. Ogni “valle” e “canyon” in queste foto è larga meno di un metro, le pareti e le scarpate sono alte centimetri.

I processi morfogenetici che hanno generato queste forme sono simili a quelli che scolpiscono a grande scala la superficie della Terra, in particolare dove ci siano rocce sedimentarie. In questo caso stiamo osservando l’erosione e risedimentazione prodotte dall’acqua in fase di ritiro dopo una piena, che aveva precedentemente depositato sedimenti fini (sabbia e silt). Possiamo riconoscere, oltre all’analogo di grandi unità morfologiche come i canyon, l’analogo di unità di media scala, come le barre fluviali.

Quando ero bambino, un gioco molto diffuso fra i miei coetanei era divertirsi a osservare l’evoluzione di micro-fiumi generati dal ruscellamento vicino alle docce nella spiaggia turistica di Lignano Pineta. E’ curioso come quel gioco abbia lasciato poche tracce nella formazione di gran parte di noi, inducendoci a gestire gli alvei fluviali in modo decisamente poco efficace.

Analisi parziale dei dati

gennaio 18, 2021 by

Un esempio applicato alla pandemia di CoViD-19

Quasi ogni giorno consulto i dati diffusi dal Ministero della Salute, relativi all’andamento della pandemia di CoViD-19. Un po’ per curiosità, un po’ per capire effettivamente come vanno le cose attorno a me e decidere autonomamente come comportarmi. Per motivi di lavoro infatti ho la possibilità di spostarmi molto più di tanti altri, ma non ho alcuna intenzione di farlo se “si mette male”.

Oggi mi sono “divertito” (non c’è nulla di divertente in sta storia) a tentare il calcolo dell’incidenza per diverse regioni ed esaminarne l’andamento nel tempo. Innanzitutto un problema: ho solo il numero di abitanti al 1 gennaio 2021, trovato sul sito web dell’ISTAT. In ogni caso, considerato che il numero di morti da CoViD-19 è rilevante ma non parliamo di decine di migliaia per ogni regione, considero l’errore trascurabile. Probabilmente ogni regione aveva più abitanti ad agosto che oggi, se consideriamo un andamento normale delle nascite e uno dei decessi incrementato da CoViD-19. In ogni caso, per l’analisi che ho fatto oggi e i suoi scopi, l’errore dovrebbe essere accettabile. Ma ricordate: l’errore c’è!

Numero di casi / 1000 abitanti per alcune regioni italiane dal 1 agosto 2020 al 17 gennaio 2021 (elaborazione da dati Ministero Salute e ISTAT)

Ho scelto queste zone perché hanno andamenti diversi e questo le rende interessanti. In generale in tutte le regioni si è assistito a una diminuzione dell’incidenza a dicembre, tranne che in Sardegna, dove l’aumento dell’incidenza ha rallentato, ma la variazione è rimasta positiva,

Cosa ho capito? Niente! Perché io non so esattamente cosa sia successo in quelle regioni, chi si sia spostato per lavoro, chi sia rientrato al domicilio o in famiglia per le feste. Non lo so. Quella che ho eseguito è un’analisi parziale dei dati, che rileva qualcosa di interessante, ma non spiegabile in base ai dati di cui dispongo.