Ritorneranno gli storioni?

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Un tempo gli storioni risalivano regolarmente i nostri fiumi. Acipenser naccarii, detto storione cobice o semplicemente storione adriatico, non diventa grande come il congenere Acipenser sturio (lo storione europeo). Quest’ultimo infatti può raggiungere i 150 Kg di peso, mentre il nostro cobice arriva fino al peso di circa 25 Kg (segnalazioni non ufficiali parlano di più di 30 Kg).

Questo pesce, endemico dell’Adriatico, ha subito un declino lento ma inesorabile nel corso del tempo. Mentre la pesca non accennava a diminuire, le sue possibilità di trovare ambienti adatti alla riproduzione scemavano. Da alcuni anni la politica nei confronti di questo pesce è cambiata. Innanzitutto la pesca professionale è scomparsa, per mancanza di materia prima: non si trovavano più storioni. E’ iniziato l’allevamento della specie e con esso delle campagne di reintroduzione, o meglio di rafforzamento delle popolazioni esistenti.

Ricordo che quando ero un ragazzino (credo fra il 1982 ed il 1984) si parlava di uno storione catturato sul fiume Stella, poi un’altro sull’Aussa. C’era chi diceva che fossero sfuggiti ad allevamenti, altri parlavano dell’ultimo storione selvatico. Poi nulla. Solo alcune segnalazioni di storioni sfuggiti ad allevamenti, per altro nemmeno appartenenti alla specie endemica delle nostre acque.

Fu nei primi anni del XXI secolo che tornai a sentirne parlare, quando iniziarono le immissioni di giovani nelle acque di alcuni fiumi che sfociano nell’alto Adriatico. All’epoca lavoravo già al Laboratorio Regionale di Idrobiologia. Per la nostra regione non disponevamo di materiale da immettere, ma venne istituito il divieto di pesca per la specie e ci impegnammo a raccogliere tutte le segnalazioni di eventuali catture.

Dopo un po’ iniziarono a girare delle voci al riguardo. Uno storione di un paio di chili pare fosse stato catturato al Lisert da pescatori dilettanti. Un altro sembrava essere stato pescato alla foce dell’Isonzo. Si parlava di avvistamenti in Tagliamento. Ma gran parte delle taglie indicate erano eccessive per gli animali liberati nel sito più vicino del Veneto: non potevano essere cresciuti così rapidamente.

Il tempo passò, con segnalazioni sporadiche, ma senza che avessi mai l’occasione di esaminare un solo esemplare. Poi iniziarono le segnalazioni a maggiore distanza dal mare. Visti e catturati, rilasciati nello stesso luogo o liberati in acque più profonde, gli storioni iniziarono a comparire lontano dal mare all’inizio dell’estate. Ancora una volta, io non c’ero, ma finalmente ho potuto esaminare un paio di foto. Sicuramente Acipenser naccarii, abbastanza grande, potenzialmente maturo e diretto alle zone di riproduzione storiche.

Tutti vorrete sapere dove, come, quando. Mi dispiace ma l’informazione è riservata. Ciò che ha consentito questi piccoli ma incoraggianti risultati è stato il disinteresse da parte di chi potrebbe catturare i pesci. Se non si sa che c’è, non si caccia, e se non si caccia, non si cattura.
Diamogli ancora un po’ di tempo, lasciamo che si divertano a salire e scendere dal mare verso i nostri fiumi, che depongano le loro uova (non pensate al caviale, non è il caso) e generino figli nati in natura, pronti a riprendere il ciclo. Forse fra sei o sette anni avremo molte più segnalazioni ed allora potremo parlare con maggiore sicurezza di un ritorno. Nel frattempo, ascoltiamo i segnali che arrivano dai fiumi.

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2 Risposte to “Ritorneranno gli storioni?”

  1. Mirko Says:

    Buon giorno proprio ieri ne ho avvistato uno zona Zoppola un afluente del fiume Meduna. Misurata circa un metro. Dite sia uno di quelli liberati o semplicemente viene dal mare?

    • Giuseppe-Adriano Moro Says:

      Questa informazione è molto interessante ed è un’ottima notizia. Gli ultimi liberati sono più piccoli, ma ci sono state altre immissioni in passato e potrebbe essere uno di quelli. La speranza che nutro non molto in segreto è che prima o poi compaiano di nuovo storioni nati nei nostri fiumi. Suggerisco di segnalare la cosa con la località di avvistamento all’Ente Tutela Pesca (etp@regione.fvg.it) perché inserisca la segnalazione nel database sui pesci della regione.

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