Piccolo e bello, ma utile

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Microscopici ecosistemi acquatici, custodi di diversità biologica e sede di importanti processi ecologici. Siamo tentati di passare senza prenderli in considerazione, e nella gestione del territorio non vengono mai presi in considerazione.

Little underwater world

Sono ambienti quasi del tutto scomparsi, oggetto di piccole “bonifiche” fai-da-te, di fronte a cui nessuno muove un dito. Eppure, quando si incontrano certe rarità e le si esplora, anche con la difficoltà di scattare una foto in 10 cm di acqua, si viene presi dallo sconcerto a pensare che di fatto abbiamo cancellato migliaia di ecosistemi senza neppure accorgercene.

La cosa triste è che si tratta di realmente di sistemi in cui si svolgono processi ecologici importanti. Il risultato di secoli di gestione distruttiva è che possiamo ottenere sempre meno qualcosa di utile dall’ambiente che ci circonda.
Per esempio, qualunque pescatore o ittiologo vi potrà spiegare come la mala gestione delle acque in Europa abbia ridotto incredibilmente le risorse disponibili, le risorse che per secoli hanno sfamato i nostri antenati.

Bisognerebbe ripartire dalle piccole cose, anche da uno stagno minuscolo come questo, facendo comprendere il ruolo che ha, generare consapevolezza. Ma quando scrivo cose del genere mi viene in mente che nel mondo web non sono queste le cose che circolano, o creano un movimento di opinione. Bisogna gridare all’allarme, denunciare complotti globali, allora si può ottenere ascolto. Un paio di giorni di mobilitazione globale, qualche migliaio di “like”, e tutto finisce. Mentre ecosistemi che esistono da centinaia di migliaia di anni, lentamente scompaiono in modo irreversibile da grandi aree del nostro pianeta.

Il senso della conservazione di alcuni siti speciali, delle riserve, dovrebbe essere proprio quello di conservare il “seme” di un ecosistema, una sorta di riserva da cui ripartire se e quando capiremo che è necessario tornare indietro. Una conservazione degli ambienti naturali che prescinda da questa necessità e si presenti come una semplice questione morale, come un desiderio di preservare qualcosa fine a sé stesso, è destinata a fallire miseramente.

Dovremmo ripensare la nostra gestione del territorio, delle risorse, ma anche il nostro concetto di conservazione e rimettere in discussione il ruolo dell’Ecologia fra le scienze e nella società.

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