Valutazione di Impatto Ambientale

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Ho notato che molte persone con cui parlo non sanno esattamente cosa sia la Valutazione di Impatto Ambientale. Una delle conseguenze di questa mancanza di conoscenza è che spesso, dopo che un progetto ha superato positivamente la VIA, si assiste alla formazione di comitati di opposizione e raccolte di firme, mentre la legge permetterebbe di contrastare molto efficacemente un progetto proprio durante la fase di VIA. Le raccolte di firme non hanno valore nel quadro giuridico italiano, le osservazioni inviate nell’ambito dei procedimenti si.

Innanzitutto: la Valutazione di Impatto Ambientale è una procedura, il cui scopo è stabilire se un progetto abbia caratteristiche di “compatibilità ambientale”.

La VIA è stata introdotta nell’ordinamento italiano in seguito all’adeguanto alla Direttiva 85/337/CEE (apri il link per visualizzarla). Oggi queste valutazioni vengono effettuate in base a quanto previsto dalla legge quadro sull’ambiente, il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (testo storico) in particolare alla Parte II, Titolo III (Artt. 19 – 29).

Ci sono due elementi importanti, di cui il pubblico non tecnico, deve tenere conto nell’avvicinarsi alla VIA.

La valutazione viene effettuata in modo complessivo e facendo un bilancio. Innanzitutto si verifica che il progetto valutato, o uno dei suoi effetti, sia compatibile con le norme in vigore. Ad esempio, non ha senso procedere alla valutazione di un progetto che prevede di immettere cianuro in un lago per uccidere tutti gli esemplari di una specie rarissima di crostacei. Voi direte “ma sarebbe assurdo”. Lo è, ma a volte i proponenti non hanno il senso dell’assurdo.

Quindi si procede con una valutazione di tutti gli impatti possibili e immaginabili del progetto, che concorrerà alla valutazione complessiva, tenendo conto degli effetti negativi e di quelli positivi di un progetto. Aspetto molto importante: nella VIA si tiene conto dell’impatto sia sulla natura che sulla società. Quindi, il progetto di un’autostrada, che evidentemente ha un impatto negativo se prevede di attraversare un bosco, ma ha anche un effetto positivo in termini sociali ed economici, può essere considerato compatibile se il vantaggio supera gli svantaggi. Quindi la valutazione non è solamente “ambientale” in termini di effetti sulla natura.

Questo è ciò che dispiace e molti di coloro che combattono per difendere gli ambienti naturali.

C’è però un altro aspetto della procedura di VIA, quello previsto dall’Art. 24 del D.Lgs. 152/2006: la consultazione del pubblico. La legge dice “Della presentazione dell’istanza, della pubblicazione della documentazione, nonché delle comunicazioni di cui all’articolo 23 deve essere dato contestualmente specifico avviso al pubblico sul sito web dell’autorità competente.”. Quindi tutti devono potere essere informati dell’avvio del procedimento. A che scopo? Per potere contribuire con osservazioni!

Quell’articolo al comma 3 dice esplicitamente: Entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione dell’avviso al pubblico di cui al comma 2, chiunque abbia interesse può prendere visione, sul sito web, del progetto e della relativa documentazione e presentare le proprie osservazioni all’autorità competente, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi.

Cosa significa? Di fatto ogni cittadino è legittimato a presentare le proprie osservazioni, considerato che tutti noi siamo in qualche modo “proprietari” dell’ambiente del nostro Paese. Questa previsione della legge è straordinaria e trova fondamento nella Direttiva europea, perché si vuole dare ai cittadini la possibilità di partecipare (si chiama “fase partecipativa”) ed esprimersi.

Qual è la difficoltà? Fare le osservazioni in modo che diano un contributo decisivo alla valutazione finale. Scrivere “siamo contrari all’autostrada perché distrugge la natura” non basta. La procedura non è “democratica”, bisogna argomentare e dare quindi un peso al proprio parere. Ad esempio si potrebbe scrivere che in quell’area ci sono solo 132 ettari di bosco e l’autostrada ne eliminerà 70 ettari, ovvero più di metà. Questa osservazione ha un peso, perché evidenzia come l’autostrada riduca a meno della metà la superficie coperta da un certo habitat nella zona considerata. Notate una cosa importante: non esiste una soglia di accettabilità. La legge non dice “non si può ridurre di più del x% l’estensione degli habitat”. Quindi chi fa le osservazioni deve sapere usare bene i dati e mettere in evidenza gli effetti diretti e indiretti del progetto.

Penso sia evidente che le osservazioni siano uno strumento molto potente a disposizione di chi vuole contrastare progetti dannosi per l’ambiente, ma nello stesso tempo sia necessario che chi le scrive lo faccia con competenza. Scrivere “non mi piace” non darà risultati.

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