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Isonzo – da Pieris all’Isola della Cona

agosto 13, 2019

Lo scorso 6 agosto ho sceso, con la mia canoa gonfiabile, il tratto di fiume Isonzo fra il ponte “di Pieris” (SR 14) e l’Isola della Cona. Lo scopo della gita era puramente scientifico, dato che era mia intenzione raccogliere campioni di eDNA per scoprire la presenza di alcune specie ittiche difficilmente osservabili, ma è stata l’occasione per esplorare alcuni tratti di fiume dove non ero mai stato, né a nuoto né a piedi.

La preparazione della canoa e dell’attrezzatura, sotto il ponte “di Pieris”.

Sono partito alle 8 del mattino, per evitare la calura estiva, dalla riva occidentale dell’Isonzo (o riva destra, o friulana). Ho lasciato l’auto all’Isola della Cona e sono stato portato a monte dal mio collega Matteo, che era in zona per altri impegni. L’accesso è molto facile imboccando una strada sterrata che si diparte dalla “statale” (ora regionale) poco prima del ponte (venendo da Fiumicello) ed è molto nota, in particolare fra coloro che vanno a fare il bagno o a prendere il sole sulla grande barra laterale destra a valle del ponte. Un sentiero conduce rapidamente sotto le arcate del ponte stradale fendendo una fitta vegetazione composta quasi esclusivamente da specie alloctone invasive.

Qui ho gonfiato la canoa e preparato tutta l’attrezzatura necessaria alla discesa e al campionamento dell’acqua (filtri, connettori, siringhe, borsa frigo ecc). Ho preferito imbarcarmi nella pozza (acqua immobile) immediatamente a valle della bassa soglia artificiale che protegge il piede dei piloni, dato che non mi fidavo di affrontare la brevissima rapida centrale con un gonfiabile: ci sono alcuni massi e rami incastrati che potrebbero essere letali per il gonfiabile. Con un kayak rigido da torrente mi sarei buttato direttamente in acqua.

Uscire dalla buca è stato piuttosto facile, passando su una soglia ghiaiosa con battente sufficiente. Entrare nella corrente è banale, anche con la mia canoa gonfiabile, che di certo non è agile. Dopo pochi metri mi sono fermato in una morta a sinistra per iniziare a lavorare.

Il tratto con corrente percepibile e minuscole onde termina subito e il filone attivo (more…)

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Dati pubblici per guardarci attorno

agosto 3, 2019

Come ho scritto un milione di volte il mio mestiere è quello di biologo ambientale. Questo implica la necessità di svolgere una parte rilevante del mio lavoro “sul campo”, ovvero fuori da un ufficio. In genere, per la mia specializzazione, mi occupo di fiumi, torrenti, laghi e in parte di lagune e mare. Per questo motivo il mio lavoro è fortemente influenzato dalle variabili ambientali, in particolare quelle che definiamo “meteorologiche” e “climatiche”. Ho dovuto per forza imparare a gestire il rischio idrometeorologico, per evitare di essere travolto da qualche piena improvvisa, oppure per non fare un viaggio di 300 km fino a un fiume dove non potrò lavorare perché non ci sono adeguate condizioni.

Per tentare di orientarmi utilizzo moltissimo l’accesso ai dati idrologici e meteorologici “in tempo reale” e consulto dei modelli predittivi sintetici. Questi ultimi vanno dalle “previsioni del tempo” fino a modelli non interpretati che descrivono la situazione del continente europeo. Nel primo caso l’interpretazione è banale: pioverà, non pioverà, caldo, freddo, sole, nuvoloso ecc. Nel secondo caso serve un minimo di formazione e di esperienza per confezionarsi le proprie previsioni personalizzate.

Per le previsioni meteorologiche classiche prediligo la consultazione di alcuni siti web, che non sono i classici portali “nazionali” o comunque di area vasta noti alla maggior parte di voi. Mi oriento preferibilmente su portali di agenzie pubbliche che elaborano previsioni per aree ridotte, applicando la modellistica su scala continentale, ma declinando l’interpretazione dei risultati su scala locale, usando spesso il giudizio esperto degli operatori. Un esempio di questo tipo di portale è quello dell’Osservatorio Meteorologico Regionale (OsMeR) del Friuli Venezia Giulia, afferente all’ARPA. Lo potete consultare all’indirizzo http://www.osmer.fvg.it/home.php.

Tipico riquadro delle previsioni con orizzonte ai tre giorni successivi.

In questo portale potete trovare le previsioni classiche, con un orizzonte che si spinge ai quattro giorni successivi. Ci sono poi le tabelle (more…)

Il depuratore c’è ma …

luglio 20, 2019

La presenza degli sfioratori è tipica nelle reti fognarie italiane e i fiumi mostrano evidentemente i segni di questa situazione.

Ti dicono “c’è il depuratore” con aria soddisfatta. Ma quando hai un po’ di anni d’esperienza alle spalle (nel mio caso 24 anni) non ti coglie un entusiasmo incondizionato.

Allora vai nel fiume e scopri che il fondo è coperto di alghe, qua e là formano festoni lunghi mezzo metro. Risali un po’ e trovi un tubo, a monte del quale ci sono molte meno alghe.

Dal tubo spesso scende a filo un po’ di acqua, che puzza come l’inferno. Quasi sempre è

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Esperti e istruiti

aprile 20, 2019

C’è un’enorme differenza fra essere esperti ed essere istruiti

Al microscopio presso il Laboratorio Regionale di Idrobiologia (Ariis di Rivignano, UD) nel 2008.

Quando mi laureai in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Trieste, correva l’anno 1997, ottenni un attestato che affermava che ero stato istruito adeguatamente nelle materie afferenti alla Biologia. Ma non ero un esperto.

In quel momento la mia esperienza consisteva nell’avere seguito dei corsi, avere affrontato poco più di una trentina di esami ed avere svolto uno studio sulle comunità di macroinvertebrati bentonici del torrente Bût (more…)

Buco nero

aprile 12, 2019

Esiste anche quello fisico

Negli ultimi giorni è circolata molto questa immagine, pubblicata per la prima volta il 10 aprile 2019 dal gruppo del progetto Event Horizon Telescope – EHT, in cui appare una specie di ciambella color arancione vivo su uno sfondo nero.

Immagine della regione del buco nero nel nucleo della galassia M87, elaborata dal gruppo del Event Horizon Telescope.

Molti hanno scritto che si tratta della “foto di un buco nero”. In realtà si tratta della prima immagine che (more…)