Archive for the ‘Fish’ Category

Ritorneranno gli storioni?

luglio 19, 2010

Un tempo gli storioni risalivano regolarmente i nostri fiumi. Acipenser naccarii, detto storione cobice o semplicemente storione adriatico, non diventa grande come il congenere Acipenser sturio (lo storione europeo). Quest’ultimo infatti può raggiungere i 150 Kg di peso, mentre il nostro cobice arriva fino al peso di circa 25 Kg (segnalazioni non ufficiali parlano di più di 30 Kg).

Questo pesce, endemico dell’Adriatico, ha subito un declino lento ma inesorabile nel corso del tempo. Mentre la pesca non accennava a diminuire, le sue possibilità di trovare ambienti adatti alla riproduzione scemavano. Da alcuni anni la politica nei confronti di questo pesce è cambiata. Innanzitutto la pesca professionale è scomparsa, per mancanza di materia prima: non si trovavano più storioni. E’ iniziato l’allevamento della specie e con esso delle campagne di reintroduzione, o meglio di rafforzamento delle popolazioni esistenti. (more…)

Quando la natura fa da sé – il caso di Chondrostoma nasus nel Natisone

aprile 28, 2010

Alla fine degli anni ’60 del secolo ormai passato, nel fiume Vipacco, in territorio allora jugoslavo, venne introdotto un pesce originario del bacino del Danubio: Chondrostoma nasus. Il “naso”, così chiamato per la bizzarra forma del suo muso (sembra veramente un naso), si diffuse rapidamente nel corso d’acqua, poi nel fiume Isonzo e, prima che ci si rendesse conto di quanto stava accadendo, aveva già invaso gran parte del bacino.

Quando iniziai ad occuparmi di idrobiologia, nel 1995, il naso era considerato l’invasore più terribile delle nostre acque. Nel fiume Isonzo presso Sagrado questa specie costituiva la maggioranza della fauna ittica presente, sia in termini numerici che di peso. Nello stesso periodo iniziai a guardare al fiume Natisone in un’ottica scientifica, così decisi di tenere d’occhio l’evoluzione della popolazione di naso, in un tratto che frequentavo con una certa assiduità, quello fra Premariacco ed Orsaria. Per avere idee chiare riguardo alla consistenza della popolazione, bisognerebbe effettuare delle catture con metodi quantitativi, chiudere un tratto di fiume con le reti e stimare, attraverso catture ripetute, il numero di pesci presenti. Io non disponevo delle autorizzazioni e dei mezzi necessari per fare questo, ma provai ad individuare un metodo di lavoro alternativo. Se un osservatore, capace di riconoscere i pesci anche da lontano, effettua delle osservazioni in condizioni più o meno paragonabili fra loro, può ottenere dati credibili, se non altro per comprendere l’evoluzione di una comunità ittica nel tempo. (more…)