Archive for the ‘Freshwater Biology’ Category

Diversità nei torrenti montani

giugno 18, 2021

Si fa presto a dire “torrente montano”, in realtà in questa categoria, mai ben definita, si possono annoverare ambienti molto diversi fra loro, anche se talvolta sono contigui geograficamente e posti in perfetta continuità. Potete vedere qui un’immagine composta che rappresenta due corsi d’acqua montani, definibili come torrenti, anche se quello più piccolo viene spesso indicato con nome di “ruscello” o “rio”.

Ciò che li differenzia non è solo la portata, ma anche la pendenza, che determina la composizione sedimentologica del letto, la quale a sua volta è uno dei fattori abiotici più importanti dell’ecosistema, dato che definisce le caratteristiche morfologiche su piccola scala, quelle che sono proprie dei così detti microhabitat dagli ecologi. Habitat perché sono “luogo abitato da organismi viventi”.

Due esempi di ambiente torrentizio nelle Prealpi Carniche (Friuli)
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Bentonici poco noti, i Nematomorfi

giugno 15, 2021

I Nematomorpha sono un Phylum di animali poco noti, anche se non è difficile osservarli.

Il corpo è vermiforme, molto lungo nel caso delle femmine adulte, sottile e senza segmentazione (o meglio, senza metameria).

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Pesci con la valigia

novembre 19, 2020

La migrazione riproduttiva di Anguilla anguilla e Salmo marmoratus

L’autunno è tempo di viaggi nuziali, almeno per alcune specie. Chi sicuramente si sta mettendo in viaggio per raggiungere i siti riproduttivi sono due specie di pesci, un tempo piuttosto comuni nelle acque interne continentali del Friuli: l’anguilla e la trota marmorata.

Femmina adulta di Anguilla anguilla in via di trasformazione in argentina migratrice, il diametro dell’occhio è più del doppio rispetto a quello degli individui immaturi di pari taglia

Si tratta di due specie che vengono definite migratrici, ovvero che svolgono diverse fasi del loro ciclo biologico in ambienti del tutto differenti, anche se per la trota marmorata questa migrazione è decisamente di poco conto rispetto a quella che affronta l’anguilla. (more…)

Catastrofi col cielo blu

novembre 11, 2020
I modelli meteorologici prevedono un cumulo di precipitazioni pari a 0 – 1mm sulle Alpi Carniche da oggi al 27 novembre.

Previsioni del cumulo di precipitazioni dal 11 al 27 novembre 2020 (www.wetterzentrale.de)

Traduco per i non addetti ai lavori: è in corso un grosso evento catastrofico dal punto di vista ecologico. A cui potrebbe seguire un evento catastrofico dal punto di vista idrologico, se il mare non si raffredderà rapidamente con le solite correnti nordorientali. Tutto dipende da come si piazzerà veramente il margine dell’alta pressione.
Vi spiego cosa mi preoccupa. I corsi d’acqua alpini e prealpini sono ecosistemi fortemente influenzati dalle precipitazioni.

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Risorgive

febbraio 15, 2020

Cosa crea la parte (molto) acquatica del Friuli

Le chiamiamo risultivis, in lingua friulana, per descrivere il fenomeno dell’emersione della falda freatica nella pianura fra le Prealpi e l’Adriatico.

Le risorgive non sono nient’altro che un insieme di punti in cui, nel bel mezzo della pianura, l’acqua esce copiosamente dal terreno, facendo nascere fiumi apparentenente dal nulla. In verità i geologi hanno svelato da molto tempo i segreti di questo fenomeno, che ha influenzato per decine di secoli la vita dei friulani; molto prima di sapere di potersi definire “friulani” oltre tutto.

Cosa si cela dietro l’emersione delle acque, lungo una fascia che si estende per decine di chilometri fra Polcenigo, ai piedi del Cansiglio, e Monfalcone, ai margini del Carso?

[NdA: culturalmente parlando Monfalcone non è in Friuli]

Idrografia della pianura friulana, viene indicata la linea superiore della fascia delle risorgive (clicca per una versione ingrandita)

Cansiglio e Carso sono due aree carsiche, ma in questo caso il fenomeno è in buona parte slegato dal destino delle acque carsiche. Ai piedi delle Prealpi Carniche e Giulie, allo sbocco delle valli, si aprono a ventaglio dei grandi conoidi alluvionali, creati con pazienza da Cellina, Meduna, Tagliamento, Torre, Natisone e Isonzo, oltre ad una serie di loro tributari.

Questi conoidi altro non sono che grandi mucchi di ghiaia e ciottoli, depositati dai corsi d’acqua nella zona in cui, a causa della diminuzione di pendenza, l’acqua rallenta. Più l’acqua è veloce, maggiore è la sua capacità di trascinare detriti, anche di grandi dimensioni. Viceversa, una corrente debole permette solamente il trasporto di sedimenti fini. Più ci si avvicina al mare, più lento è lo scorrimento e minore la dimensione dei granuli dei sedimenti trasportati.

Immaginate di essere di fronte a un mucchio di ghiaia su un piazzale asfaltato e di rovesciarvi sopra un bicchiere d’acqua. Che fine farà l’acqua? (more…)