Archive for the ‘Rivers and Streams’ Category

Piccole osservazioni sul Tagliamento

marzo 11, 2018

Ci sono fiumi grandi e piccoli, poi ci sono i grandi fiumi. Il Tagliamento, sebbene sia un fiume medio-piccolo se confrontato con gli altri nel mondo, è indubbiamente un grande fiume.

Lower Tiliment river - Winter 2018

La mia potrebbe essere un’opinione personale, dettata dal fatto che il Tagliamento, il cui nome nella mia lingua è Tiliment, è la colonna vertebrale del Friuli e quindi il mio giudizio potrebbe essere viziato dai sentimenti. Tuttavia non sono l’unico a pensarla in questo modo. Da anni molti ricercatori stanno studiando il Tagliamento, perché questo fiume è (purtroppo) considerato l’ultimo fiume alpino europeo ad avere ancora caratteristiche naturali per lunghi tratti. Tutti gli altri fiumi alpini, sia sul versante meridionale che su quello settentrionale delle Alpi, sono stati fortemente modificati dall’uomo, rettificati e costretti fra argini fino ad assomigliare più a dei canali artificiali che a dei veri e propri fiumi.

Questa foto è stata scattata durante una sessione di campionamento nel tratto inferiore del Tagliamento, all’altezza di Varmo. Si tratta di uno dei segmenti di fiume più belli in assoluto, con un alveo (more…)

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L’inverno alle porte

dicembre 10, 2011

Alcuni giorni fa un chiassoso gruppetto di codibugnoli è passato dal mio giardino. Questo passaggio autunnale, che si ripete puntualmente ogni anno, segna sempre l’inizio del vero e proprio inverno, per lo meno dal punto di vista delle mie osservazioni naturalistiche a corto raggio.
Quest’anno il passaggio è stato ritardato, molti affermano che “siamo indietro di una luna” (more…)

Quando la natura fa da sé – il caso di Chondrostoma nasus nel Natisone

aprile 28, 2010

Alla fine degli anni ’60 del secolo ormai passato, nel fiume Vipacco, in territorio allora jugoslavo, venne introdotto un pesce originario del bacino del Danubio: Chondrostoma nasus. Il “naso”, così chiamato per la bizzarra forma del suo muso (sembra veramente un naso), si diffuse rapidamente nel corso d’acqua, poi nel fiume Isonzo e, prima che ci si rendesse conto di quanto stava accadendo, aveva già invaso gran parte del bacino.

Quando iniziai ad occuparmi di idrobiologia, nel 1995, il naso era considerato l’invasore più terribile delle nostre acque. Nel fiume Isonzo presso Sagrado questa specie costituiva la maggioranza della fauna ittica presente, sia in termini numerici che di peso. Nello stesso periodo iniziai a guardare al fiume Natisone in un’ottica scientifica, così decisi di tenere d’occhio l’evoluzione della popolazione di naso, in un tratto che frequentavo con una certa assiduità, quello fra Premariacco ed Orsaria. Per avere idee chiare riguardo alla consistenza della popolazione, bisognerebbe effettuare delle catture con metodi quantitativi, chiudere un tratto di fiume con le reti e stimare, attraverso catture ripetute, il numero di pesci presenti. Io non disponevo delle autorizzazioni e dei mezzi necessari per fare questo, ma provai ad individuare un metodo di lavoro alternativo. Se un osservatore, capace di riconoscere i pesci anche da lontano, effettua delle osservazioni in condizioni più o meno paragonabili fra loro, può ottenere dati credibili, se non altro per comprendere l’evoluzione di una comunità ittica nel tempo. (more…)