Archive for the ‘Uncategorized’ Category

CoViD-19 e dati

marzo 29, 2020

Questa mappa rappresenta la variazione del numero di casi rilevati di CoViD-19 per mille abitanti nelle Provincie dell’Italia fra il 27 e il 28 marzo 2020.

Come l’ho creata? Ho prelevato i dati dal repository GitHub COVID-19 (https://github.com/pcm-dpc/COVID-19) dove vengono caricati ogni giorno gli aggiornamenti. I dati di popolazione sono stati prelevati dal sito web dell’ISTAT e sono aggiornati al 1 gennaio 2020 (https://www.istat.it/it/popolazione-e-famiglie?dati). Lo anche lo shapefile con le geometrie delle provincie è stato prelevato dal sito web dell’ISTAT.

Innanzitutto ho allineato i nomi e i codici delle singole unità geografiche (Provincie), perché pur essendo banche dati gestite da organi tecnici dello Stato, non c’è (mai!!) concordanza nella grafia dei nomi. Questo problema è ricorrente quando si usano diverse banche dati e posso garantirvi che c’è da diventare matti a volte. Ad ogni modo, in questo caso è stato relativamente facile.

A questo punto ho sottratto il numero di casi del 27 marzo da quello dei casi del 28 marzo per ogni provincia, l’ho diviso per il numero di abitanti e moltiplicato per mille. Ho importato la tabella così ottenuta in un progetto GIS creato usando QGIS 3.4 e ho collegato il file delle geometrie (Provincie) con quello dei dati (la tabella) attraverso un normale join. Ho quindi creato una scala di colori classificando le densità di casi / 1000 abitanti in intervalli a cui ho associato dei colori evocativi. Blu variazione negativa (diminuiscono i casi), verde piccolo aumento, rosso aumento più grande. Non esiste una scala colori standard e quindi potrete vedere migliaia di mappe con colori diversi, ma col medesimo significato se i dati sono gli stessi e l’elaborazione è uguale.

La mappa ci dice quali sono le zone in cui l’incremento dei casi è maggiore o minore in relazione alla popolazione. Se avessi mappato solo l’aumento di casi, è ovvio che nelle zone più popolose avremmo numeri più elevati. Questo sarebbe utile per capire quali siano le zone dove bisogna inviare più aiuti, ma non ci direbbe quale probabilità ci sia che un “sano” diventi “caso”.

Difficoltà incontrate:

Ho un dubbio relativo al significato di “totale casi”. Inizialmente pensavo che quel numero rappresentasse il numero totale cumulativo di casi rilevati da inizio periodo di osservazione. In tal caso, il numero deve essere sempre maggiore o uguale a zero. Invece nel calcolo ho scoperto che in Provincia di Savona il valore per il 28 marzo è inferiore a quello per il 27 marzo. Ovviamente questo non è possibile nel caso di un cumulo. Io ho riportato in cartografia il risultato del calcolo e sul file readme del repository il campo “totale casi” viene descritto semplicemente come “Totale casi positivi”. Questa denominazione viene usata per le Regioni allo scopo di indicare il numero cumulato di casi.

Ho notato che ci sono dei piccoli errori territoriali, ad esempio la Provincia di Udine non comprende, nella cartografia, il Comune di Sappada, che pure è entrato a farne parte.

Mascherine

marzo 20, 2020
Capiamoci, non sono un medico, né un infermiere, ma qualcosa sulla protezione da sostanze tossiche e agenti patogeni l’ho dovuto studiare (e mettere in atto).
Sono preoccupato a causa dell’uso disinvolto delle mascherine del cavolo che vedo in giro. C’è in circolazione tanta gente che non conosce la differenza fra una mascherina per sé e una per gli altri. (more…)

Correlazioni

marzo 17, 2020

C’è una curiosità che mi rode in questi giorni: la frequenza dei casi gravi di CoViD-19 è correlata con l’esposizione ad atmosfera inquinata nei mesi o anni precedenti al contagio?

Ovvero: dei polmoni già provati da condizioni sfavorevoli, sono più vulnerabili alla “superinfiammazione”?

Lo sapremo solo esaminando i dati epidemiologici. Per quanto possa sembrare ragionevole, un’ipotesi rimane tale finché non viene trovata conferma nei dati. Chi la spaccia per verità è un furfante.

Per ora dunque rimane una curiosità.

Una difesa del Tagliamento

febbraio 25, 2020

Vi spiego perché, secondo me, sia giusto tutelare il fiume Tagliamento e come credo debba essere fatto

Il fiume Tagliamento è piuttosto famoso fra gli studiosi dell’ambiente fluviale, soprattutto grazie al lavoro di un team internazionale di ricercatori capeggiato dal dott. Klement Tockner, che ha usato alcune porzioni del Tagliamento come casi di studio dell’ecologia delle flood plains.

Parte dell’alveo del Tagliamento dal Monte di Ragogna

Ci sono alcuni fraintendimenti riguardo al Tagliamento, sia da parte di chi vorrebbe trasformarlo in un canale artificiale, sia da parte di coloro che desiderano vederlo libero come alla fine dell’ultima glaciazione. Innanzitutto partiamo dal dato di base: la naturalità del Tagliamento.

Se leggete articoli divulgativi scritti dai difensori dell’ambiente non umano, leggerete quasi sempre che il Tagliamento è “l’ultimo fiume selvaggio d’Europa”. Detto così, ci si aspetta che questo corso d’acqua sia del tutto privo di qualunque modificazione da parte dell’uomo, ma non è così. In Europa ci sono fiumi molto più vicini alla totale naturalità, ma fra quelli della tipologia a cui appartiene il Tagliamento, il nostro fiume è quello che maggiormente si avvicina a uno stato “naturale”. Si avvicina maggiormente, non completamente.

Qualunque valutazione deve partire dall’onestà e io, da studioso di ecologia fluviale con 25 anni di esperienze alle spalle, affermo senza tema di smentita che il Tagliamento sia meritevole di tutela per quanto di naturale è rimasto lungo il suo corso, non perché sia completamente naturale.

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Epidemie

febbraio 23, 2020

Farsela sotto con dignità

Al momento la polmonite da coronavirus di Wuhan ha determinato 2 decessi in Italia.

Dal 1 gennaio a oggi sono morte in Italia 217 persone a causa dell’influenza stagionale (fonte Flu-News).

La malattia provocata dal coronavirus cinese è seria, finora ha ucciso circa il 3% degli ammalati, il che non è poco. Certo è poco rispetto alla peste nera o a Ebola, ma non è una mortalità di poco conto, se si considera che l’influenza in Italia ha finora ucciso circa il 0,004% degli ammalati.

Dunque abbiamo capito che in termini assoluti l’influenza sta facendo più vittime, ma la polmonite virale di Wuhan è più letale.

Quello che dobbiamo imparare ora è come rallentare la diffusione della malattia e come ridurre la mortalità nei casi conclamati.

Per la prevenzione, in assenza di vaccino, bisogna essere disciplinati, rigorosi e non agire in modo emotivo.

Impazzire di paura peggiora le cose, minimizzare anche. Qualunque idiozia venga in mente a chi cerca visibilità deve essere scartata. È una situazione in cui l’unico modo per difendersi è usare bene la parte razionale della nostra mente, ordine e disciplina.