Posts Tagged ‘Agricoltura’

Perdita di suolo e habitat acquatici

gennaio 28, 2021

Un fenomeno molto comune nei corsi d’acqua di risorgiva è l’ostruzione degli spazi interstiziali dei substrati ghiaiosi.

Canaletta di drenaggio in ambito agricolo

Questo fenomeno, che viene spesso indicato col termine inglese embedding, può arrivare alla formazione di un substrato in cui i granuli di dimensioni comprese fra 2 e 20 mm sono completamente inglobati in una matrice più fine.

All’origine di questo fenomeno, che si verifica anche in tratti dove la velocità della corrente e la presenza di terreni ghiaiosi prevedrebbe fondi del tutto diversi, c’è un elevato trasporto in sospensione di sedimenti fini, provenienti dal territorio circostante.

In condizioni naturali, nella bassa pianura friulana, i corsi d’acqua di risorgiva erano un tempo inseriti in un contesto forestale ed erano circondati da paludi e acquitrini, in cui spagliavano i torrenti di origine collinare. Questi ambienti rappresentavano un efficiente sedimentatore.

La trasformazione del territorio, attuata nel corso degli ultimi secoli al fine di estendere le aree coltivabili, ha determinato la presenza di ampie superfici di suolo nudo, drenate da un sistema di scolo che fa capo a canalette in terra come quella della foto.

In questa condizione, le precipitazioni sono in grado di rimuovere, per ruscellamento, una quantità rilevante di sedimenti fini che, trasportati fino ai corsi d’acqua di risorgiva, si depositano sui fondali ghiaiosi, generando il quadro descritto. Questo processo facilita l’insediamento di piante acquatiche, che a loro volta contribuiscono ad aumentare la scabrezza del fondo e a catturare più efficacemente il flusso di sedimenti fini.

Nel complesso questo mutamento ha trasformato gli habitat acquatici di quasi tutto il reticolo idrografico dei bacini di risorgiva, provocando la scomparsa di quelli adatti alla vita di diverse specie di invertebrati e alla riproduzione di alcune specie di pesci.

Cambiamento climatico e benessere

marzo 29, 2019

Indipendentemente dalle cause o dalla possibilità di arrestarlo, il cambiamento climatico è in corso e sta modificando le condizioni in cui viviamo. Dunque nei prossimi decenni vedremo cambiare la nostra capacità di produrre cibo, le condizioni meteorologiche dei luoghi dove viviamo, la frequenza e intensità di eventi negativi intensi.

Senza entrare nel merito riguardo alla figura di Greta Thunberg e al suo impegno per sensibilizzare il mondo riguardo al climate change e alla possibilità di arrestarlo, dobbiamo ammettere che negare il cambiamento sia diventato molto difficile.

Gran parte di noi non ha studiato fisica del clima, non sappiamo nulla di oceani e venti, non capiamo un accidente quando ci parlano di energie in gioco, temperatura. Addirittura gran parte di noi non ha nemmeno le idee chiare su cosa significhi “temperatura media”, confondendola spesso con ma moda delle temperature massime o minime a seconda che si discuta di “caldo” o di “freddo”. Diventa difficile alla luce di questo valutare i dati che ci vengono forniti, anche perché sono spesso sintetici. Per sapere “come stanno le cose” bisognerebbe disporre dei dati disaggregati, conoscere il metodo con cui sono stati acquisiti ed elaborati, avere competenze in fatto di fisica dell’atmosfera e degli oceani. In mancanza di questo io mi limito a leggere le sintesi disponibili.

Penso che tutti noi abbiamo visto almeno una volta il famosissimo grafico detto hockey stick graph, ovvero “grafico a mazza da hockey”, pubblicato per la prima volta nel 1999 da Mann, Bradley e Hughes. Il grafico prese questo nome popolare perché l’andamento della temperatura media dell’aria nell’emisfero boreale (quello dove vivo io e, penso, anche voi) ricorda tantissimo la forma di una mazza da hockey. Va via più o meno dritto per secoli, poi improvvisamente fa una curva netta e punta verso l’alto.

Hockey stick graph (Mann, Bradley & Hughes, 1999) – immagine da Wikipedia (vedi articolo cliccando sull’immagine)

Quello che questo grafico dice è che dai dati disponibili la temperatura media dell’aria dell’emisfero boreale è in rapida crescita. Se sia a causa di azioni (more…)

Acqua tema complesso

aprile 1, 2016

Traggo lo spunto dall’approvazione del Progetto di Legge regionale del Friuli Venezia Giulia n.135 in materia di “Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”. Non parlerò di rifiuti perché non sono competente in materia, limitandomi a quanto riguarda l’acqua, perché è l’ambito in cui opero a partire dal tempo in cui preparai la mia tesi di laurea.

Acquadimontagna

Il senso di un servizio idrico integrato è quello di gestire qualcosa di complesso in modo organico. L’acqua ha un ciclo che gran parte di noi conoscono, ma di cui molti sottovalutano l’importanza in termini di connessioni e consequenzialità di cause ed effetti. In sostanza, quasi tutti abbiamo capito che l’acqua delle nubi proviene dal mare e che la pioggia alimenterà poi i fiumi e le falde acquifere, per scorrere quindi più o meno rapidamente verso il mare.

Questo miracoloso ciclo, messo in moto dall’energia solare, ci sembra inalterabile e immutabile. Così non è, come dimostra il così detto cambiamento climatico, ovvero il mutare del comportamento di acqua e aria rispetto a quanto costituiva la norma di qualche decennio or sono.

Ma un’altra cosa ci ha insegnato il tempo: l’acqua è una risorsa rinnovabile ma non illimitata, rinnovabile ma non inalterabile. In sostanza, va gestita, perché la nostra richiesta di acqua è aumentata enormemente, di pari passo con la nostra capacità di inquinarla, ma non con la capacità di essere più efficienti nel suo uso.

Per anni mi sono occupato di qualità delle acque superficiali, ovvero di valutare quanto i corpi idrici superficiali fossero integri rispetto a uno stato “naturale” e capaci di sostenere i processi ecologici che vi trovavano sede prima dell’intervento dell’uomo. Questo studio ovviamente implica anche la valutazione della capacità dei corpi idrici superficiali di fornire acqua all’uomo, non limitandosi alla parte non umana dell’ecosistema.
Un fiume, un torrente, un lago, possono in effetti essere la casa di una miriade di organismi, ma anche la fonte da cui attingere acqua potabile, o idonea all’irrigazione dei campi, necessaria per il funzionamento di (more…)