Posts Tagged ‘Ambiente’

Per una nuova tutela della natura

aprile 7, 2021

La Direttiva 92/43/CEE è vecchia.

Ha 29 anni, ma si fonda sulle conoscenze di 40 anni fa e si vede.

Io credo che, fatti salvi i principi, nessuna norma a carattere tecnico debba avere una vita così lunga.

Dobbiamo riformare la protezione degli ecosistemi, integrando la tutela delle componenti abiotica e biotica, usando le conoscenze più recenti, tutte quelle acquisite fino a oggi.

Oltre tutto, le liste di habitat e specie degli allegati devono essere integrate. Nel 1992 vennero trascurati taxa ed ecosistemi che si sono rivelati in seguito più vulnerabili di quanto si ritenesse allora.

È necessario che il monitoraggio venga eseguito in modo uniforme ed efficace, è inammissibile che per alcune ZSC si legga ancora “data deficient” in relazione allo stato di un taxon di Allegato II.

La UE inoltre dovrebbe rivedere la politica di finanziamento delle azioni di tutela (vedi ad esempio LIFE) e prevedere un forte sostegno alla ricerca a tutti i livelli. Senza ricerca, non c’è conoscenza, quindi non c’è protezione efficace. Troppo viene lasciato agli Stati, o all’iniziativa dei ricercatori, che sono però presi nella morsa fra scarsità di finanziamenti e il meccanismo del publish or perish.

Valutazione di Impatto Ambientale

marzo 25, 2021

Ho notato che molte persone con cui parlo non sanno esattamente cosa sia la Valutazione di Impatto Ambientale. Una delle conseguenze di questa mancanza di conoscenza è che spesso, dopo che un progetto ha superato positivamente la VIA, si assiste alla formazione di comitati di opposizione e raccolte di firme, mentre la legge permetterebbe di contrastare molto efficacemente un progetto proprio durante la fase di VIA. Le raccolte di firme non hanno valore nel quadro giuridico italiano, le osservazioni inviate nell’ambito dei procedimenti si.

Innanzitutto: la Valutazione di Impatto Ambientale è una procedura, il cui scopo è stabilire se un progetto abbia caratteristiche di “compatibilità ambientale”. (more…)

Lavori in ambiente naturale

maggio 28, 2020

Nel corso della mia carriera come consulente ambientale ho avuto spesso a che fare con progetti di opere e cantieri.

Noi biologi, più in generale i naturalisti, abbiamo scarsa dimestichezza con le opere, la loro progettazione, i cantieri. Non c’è motivo per averne, d’altro canto. Così come un bravo perforatore non ha dimestichezza con la dinamica di popolazione delle sardine.

Quello del cantiere è un ambiente visivamente molto lontano dalla naturalità

Mi sono avvicinato all’osservazione della natura grazie a un padre architetto, che mi portava a fare birdwatching in laguna da bambino, ma anche sui cantieri. Ho visto costruire la casa in cui ci siamo trasferiti, fin dallo scavo per le fondamenta, così come molti altri edifici. I miei studi sono stati pagati grazie a quel mestiere: progettazione e direzione lavori. Non condivido dunque il disagio di molti colleghi di fronte al mondo delle opere edilizie e degli impianti.

Oggi, mi trovo nella condizione di aiutare ingegneri, architetti, impresari e capi cantiere a interfacciarsi con un modo di vedere le cose molto diverso dal loro. In questo frangente mi sento privilegiato per avere alle spalle una storia personale in cui la passione per la “natura” si è trasformata in conoscenza scientifica durante un costante confronto con l’esigenza di costruire, ristrutturare, lavorare con mezzi rumorosi, ingombranti e potentissimi.

Il compito di chi fornisce prestazioni di tipo tecnico scientifico (more…)

Global Climate Strike for Future

settembre 20, 2019

Non è solo una questione di clima, o delle emissioni che possono accelerarne il cambiamento. La questione è globale e totale: si tratta del nostro stile di vita, della nostra società, del nostro sistema economico.

In tutta la storia dell’umanità abbiamo agito cercando di usare il più possibile le risorse naturali e lo spazio, con il solo e semplice obiettivo di avere sempre più

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Il depuratore c’è ma …

luglio 20, 2019

La presenza degli sfioratori è tipica nelle reti fognarie italiane e i fiumi mostrano evidentemente i segni di questa situazione.

Ti dicono “c’è il depuratore” con aria soddisfatta. Ma quando hai un po’ di anni d’esperienza alle spalle (nel mio caso 24 anni) non ti coglie un entusiasmo incondizionato.

Allora vai nel fiume e scopri che il fondo è coperto di alghe, qua e là formano festoni lunghi mezzo metro. Risali un po’ e trovi un tubo, a monte del quale ci sono molte meno alghe.

Dal tubo spesso scende a filo un po’ di acqua, che puzza come l’inferno. Quasi sempre è

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