Posts Tagged ‘Biodiversità’

Passaggi per i pesci: perché e a cosa servono?

gennaio 13, 2019

Strutture importanti ma spesso mal congegnate

Molte specie di pesci, fra cui alcune di rilevante interesse commerciale, si spostano di molti chilometri nel corso della propria vita per svolgere attività differenti in ambienti diversi fra loro. Credo che tutti abbiano in mente la famosa migrazione dei salmoni (qui l’articolo di Wikipedia che riguarda il salmone atlantico), che risalgono dall’oceano lungo i fiumi per raggiungere piccoli corsi d’acqua montani dove depongono le uova. Ovviamente i loro giovani devono compiere il percorso inverso, raggiungere il mare, alimentarsi fino a crescere e diventare adulti, quindi tornare a risalire il fiume per deporre le uova.

Una briglia che costituisce un ostacolo insormontabile per la migrazione dei pesci.

Questo meccanismo era ben noto fin dalla notte dei tempi, tant’è che l’uomo, analogamente agli orsi che vediamo in certi documentari, si appostava in passaggi obbligati lungo la via di migrazione, per intercettare i grossi salmoni diretti verso le zone di riproduzione. Un tipo di pesca che, per quanto ridimensionato dall’allevamento intensivo di varie specie di salmone, continua a essere esercitato in molte aree del mondo, dando reddito a diverse migliaia di famiglie.

Capirete che se lungo il percorso del salmone piazziamo un ostacolo insuperabile, questo non potrà raggiungere il luogo in cui si riproduce e dunque morirà senza figli, ovvero senza generare quella prole che non solo serve a perpetrare l’esistenza della popolazione, ma anche a sostenere l’attività di pesca da parte dell’uomo. Di questo furono consci diversi governi (more…)

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I granchi della Colò

febbraio 10, 2017

Una grande sconfitta per la conservazione della biodiversità

Il video diffuso in rete, e divenuto subito virale, in cui la nota presentatrice Licia Colò scopre dei granchi vivi confezionati al supermercato, li compra e li va a liberare in mare a Ostia è stato un durissimo colpo per chi lotta per la conservazione della natura e della biodiversità.

Assurdo? No. Mi voglio spiegare.

Che dei granchi vivi vengano confezionati nella vaschetta, anche se so benissimo che il crostaceo non cotto deve essere mantenuto in vita per non comprometterne gusto e salubrità, mi fa impressione. Onestamente, vivi nella vaschetta con la pellicola proprio non mi piace come scena e mi sarei indignato anche io, noto mangiatore di altri esseri viventi, dai vegetali agli animali senza grandi distinzioni a parte il gusto.

Tuttavia c’è un “piccolo” problema: che granchi erano? Le specie commerciabili sono diverse e non tutte sono originarie del nostro mare. Anzi, sempre più spesso sui banchi dei supermercati troviamo specie alloctone, o aliene che dir si voglia, ovvero specie di animali che non vivono nei nostri ecosistemi.

Da molti anni noi biologi stiamo cercando di sensibilizzare il pubblico sul tema scottante delle introduzioni “accidentali”, o meglio di (more…)

Inquinamento biologico

agosto 31, 2016

Quando una sostanza si diffonde in un ambiente a seguito di processi naturali, non parliamo di inquinamento. Per “inquinamento” intendiamo di solito l’alterazione dello stato di un ambiente a opera dell’uomo. Inquinamento chimico da immissione di sostanze estranee, inquinamento acustico per emissione di rumori, inquinamento termico per immissione o sottrazione di calore.

Quando si parla di introduzione di un essere vivente, si tende a creare un distinguo. Raramente si parla di “inquinamento biologico”, più spesso di “contaminazione” o semplicemente di “introduzione”. Eppure anche in questo caso si tratta di alterazione di un ambiente, o meglio di uno o più ecosistemi, se vogliamo riservare il termine “ambiente” alle sole componenti abiotiche del sistema.

I casi che mi vengono in mente sono moltissimi, sia di introduzioni accidentali che di quelle conseguenti a una deliberata azione di transfaunazione.

Una ventata di allarme ha attraversato qualche tempo fa (more…)

L’identità genetica di un territorio

marzo 9, 2015

Nella mia professione mi confronto spesso con il tema della conservazione di specie e habitat. Conservazione che a volte pare in conflitto con l’uso delle risorse naturali e del territorio stesso. Uno degli aspetti più controversi riguarda la tutela delle specie locali e la salvaguardia di una particolare “identità”.

Salmo marmoratus, popolazione del basso fiume Tagliamento

Trovo che la confusione fra “biodiversità” e “identità biologica” o “bioidentità” di un territorio sia frequente e fonte di diversi problemi. Il concetto di biodiversità è legato a quello di diversità in senso matematico, possiamo tranquillamente parlare di diversità e darne una misura anche quando affrontiamo il classico problemino del sacchetto di palline.

Sacchetto di palline tutte bianche, diversità zero, metà bianche e metà nere, aumenta, un terzo per ciascuna su bianche, nere e gialle aumenta ancora e via dicendo. Molti si sono impegnati a creare indici di diversità, che hanno indubbiamente una loro funzione in ecologia, anche se vengono a volte sopravvalutati, nel senso che molti ecologi applicati tendono a identificare un’elevata diversità con una elevata “qualità” o “integrità” dell’ecosistema. Questo non è proprio vero, ma l’argomento di oggi è differente.

Torniamo all’identità di un determinato territorio. Cosa intendo per bioidentità? Per me con questo termine si identificano i “connotati biologici” di una porzione di territorio che riteniamo omogenea. (more…)

Angoli di natura

settembre 23, 2010

Mercoledì scorso ho passato un po’ di tempo seduto presso le rive di una pozza in alpeggio. Ero al Passo Cason di Lanza, nei pressi dell’omonima malga, dove si trova un piccolo stagno, la classica raccolta d’acqua creata per abbeverare le vacche. Finito il mio panino (era la pausa pranzo) ho iniziato a lottare, in senso metaforico, con le libellule.

Aeshna juncea

Non ho mai dato grande peso agli ambienti residui, così come a quelli la cui estensione è molto ridotta. Ma l’esperienza mi sta insegnando a rivalutare ogni tessera del mosaico, ammettendo che se ne mancasse anche una sola, l’immagine risulterebbe rovinata. Pur rifuggendo dalla passione particolarista, che affligge in modo particolare alcuni colleghi, sono giunto lentamente alla convinzione che valga la pena di conservare e gestire in modo oculato ogni metro quadrato del territorio. (more…)