Posts Tagged ‘CoViD-19’

Analisi parziale dei dati

gennaio 18, 2021

Un esempio applicato alla pandemia di CoViD-19

Quasi ogni giorno consulto i dati diffusi dal Ministero della Salute, relativi all’andamento della pandemia di CoViD-19. Un po’ per curiosità, un po’ per capire effettivamente come vanno le cose attorno a me e decidere autonomamente come comportarmi. Per motivi di lavoro infatti ho la possibilità di spostarmi molto più di tanti altri, ma non ho alcuna intenzione di farlo se “si mette male”.

Oggi mi sono “divertito” (non c’è nulla di divertente in sta storia) a tentare il calcolo dell’incidenza per diverse regioni ed esaminarne l’andamento nel tempo. Innanzitutto un problema: ho solo il numero di abitanti al 1 gennaio 2021, trovato sul sito web dell’ISTAT. In ogni caso, considerato che il numero di morti da CoViD-19 è rilevante ma non parliamo di decine di migliaia per ogni regione, considero l’errore trascurabile. Probabilmente ogni regione aveva più abitanti ad agosto che oggi, se consideriamo un andamento normale delle nascite e uno dei decessi incrementato da CoViD-19. In ogni caso, per l’analisi che ho fatto oggi e i suoi scopi, l’errore dovrebbe essere accettabile. Ma ricordate: l’errore c’è!

Numero di casi / 1000 abitanti per alcune regioni italiane dal 1 agosto 2020 al 17 gennaio 2021 (elaborazione da dati Ministero Salute e ISTAT)

Ho scelto queste zone perché hanno andamenti diversi e questo le rende interessanti. In generale in tutte le regioni si è assistito a una diminuzione dell’incidenza a dicembre, tranne che in Sardegna, dove l’aumento dell’incidenza ha rallentato, ma la variazione è rimasta positiva,

Cosa ho capito? Niente! Perché io non so esattamente cosa sia successo in quelle regioni, chi si sia spostato per lavoro, chi sia rientrato al domicilio o in famiglia per le feste. Non lo so. Quella che ho eseguito è un’analisi parziale dei dati, che rileva qualcosa di interessante, ma non spiegabile in base ai dati di cui dispongo.

CoViD-19 e dati

marzo 29, 2020

Questa mappa rappresenta la variazione del numero di casi rilevati di CoViD-19 per mille abitanti nelle Provincie dell’Italia fra il 27 e il 28 marzo 2020.

Come l’ho creata? Ho prelevato i dati dal repository GitHub COVID-19 (https://github.com/pcm-dpc/COVID-19) dove vengono caricati ogni giorno gli aggiornamenti. I dati di popolazione sono stati prelevati dal sito web dell’ISTAT e sono aggiornati al 1 gennaio 2020 (https://www.istat.it/it/popolazione-e-famiglie?dati). Lo anche lo shapefile con le geometrie delle provincie è stato prelevato dal sito web dell’ISTAT. (more…)

Biosicurezza e tamponi

marzo 25, 2020

Ogni analisi permette di capire cosa è successo fino al momento in cui si esegue. Poi?

Se andassi in un campo qui vicino casa (cosa che farei se non ci fosse l’isolamento antivirus) potrei rilevare la presenza di un certo numero di specie di piante. Tornerei a casa e scriverei ad esempio “in questo campo c’è Cynodon dactylon con una copertura del 23%”.

Domattina potrebbe arrivare il proprietario del campo ad arare. Domani sera non ci sarebbe più una copertura del 23% di Cynodon dactylon (anche se sappiamo bene che la gramigna si farà viva di nuovo e prospererà).

Se oggi facessi un prelievo mediante tampone sulle mucose del soggetto A1 e analizzassi il campione, alla ricerca del RNA di SARS-CoV-2, potrei trovarlo o meno. Se lo trovassi, sarebbe molto probabile (moltissimo) che il soggetto A1 sia portatore del virus e che questo si stia riproducendo nelle sue cellule. Se non lo trovassi, potrei dire che al momento del prelievo era poco probabile che A1 stesse ospitando il virus. Posso parlare solo del momento in cui ho fatto il prelievo con tampone.

Nota la differenza fra le due affermazioni.

Che cosa posso dire di A1 dopo un’ora dal prelievo? E dopo un giorno? Dopo due, cinque, dieci? Posso dire che la sua probabilità di ospitare SARS-CoV-2 sarebbe ancora bassa (molto bassa) se A1 non incontrasse soggetti portatori o non classificati.

Non classificati?

Si. Finché non eseguiamo un’analisi del campione prelevato mediante tampone, non abbiamo assolutamente idea di quale sia lo stato di un altro soggetto, ad esempio la signora B17, che con un nome così può radere al suolo un paese.

La signora B17 è come il gatto di Schroedinger. Finché non faccio il prelievo e analizzo il campione, per quanto ne so, può portare il virus o meno.

Molti in Italia stanno invocando “tamponi per tutti”. Questo avrebbe un enorme interesse per il calcolo dell’incidenza del virus SARS-CoV-2 all’interno della popolazione nel momento t1. Diciamo il 25 marzo 2020 alle ore 18:00.

Ma tutta sta gente, a cui abbiamo fatto il prelievo, cosa farà dopo? Se faranno i bravi, staranno tappati in casa e non incontreranno nessuno che non appartenga alla loro normale cerchia familiare. In questo momento mia moglie e io siamo soggetti non classificati, ma possiamo dire che assai probabilmente il nostro stato è identico, perché viviamo nella stessa casa e non rimaniamo a metri di distanza l’una dall’altro. Siamo stati bravi, abbiamo adottato tutte le precauzioni possibili dettate da un biologo che ha letto un sacco di articoli sul virus, tuttavia siamo due (adorabili) gattini di Schroedinger, dal punto di vista sanitario.

Fare prelievi con tampone a 1000 individui ci permetterebbe di classificarli fra “infetto” e “non infetto” al tempo t1. Ma non ci permetterebbe di affermare che gli indenni siano ancora tali più tardi: non sapremmo quale sia il loro stato al tempo t2. Dipenderà da chi avranno incontrato e come.

Sapete cosa facciamo nella gestione della fauna ittica? Da molti anni seguiamo delle regole molto semplici per contrastare la diffusione delle malattie dei pesci. Ad esempio classifichiamo gli allevamenti di pesci e i fiumi. Dove non troviamo la malattia che ci preoccupa, dopo avere esaminato un certo numero di pesci per un po’ di volte, dichiariamo che quella zona o allevamento sono indenni dalla malattia. Quella malattia lì non c’è e noi sappiamo cosa fare per non portarla: bisogna compartimentare. In una zona o allevamento indenne non si portano pesci non classificati. Un pesce non classificato potrebbe essere sano, malato o portatore della malattia e, se così fosse, andrebbe a farsi benedire la sicurezza del nostro spazio. Si ammalerebbero tutti gli altri pesci e inizierebbero a morire, a migliaia. L’ho visto accadere nella mia carriera.

Questo è un principio basilare di biosicurezza!

La cosa più intelligente da fare è iniziare a costruire a poco a poco delle zone sicure, dove tenere gli individui sani e non portatori della malattia. In questo modo avremo una certezza. Nel caso della pandemia di CoViD-19 è evidentemente troppo tardi per creare zone indenni estese. Abbiamo tentato di fare il contrario, ovvero compartimentare in modo da circoscrivere i focolai. Ci abbiamo provato, ma fuori dalla prima Zona Rossa c’erano già, fra i milioni i persone non classificate, portatori del virus e (forse) anche malati.

Alt, caro criticone sapientone, a quel punto non era possibile fare altrimenti, non sapevamo niente. No, non c’è un gruppo di saggi spaziali che sapeva tutto. E no, ti ho appena spiegato perché non aveva senso fare 60,5 milioni di analisi, sempre ammesso che esistessero talmente tanti laboratori da potere analizzare 60,5 milioni di campioni, meglio se due volte, arrivando a 121 milioni di analisi in poche ore. Neanche nei film di fantascienza ci riescono.

Quindi, ripetiamo il mantra: RESTA A CASA, adotta la compartimentazione più possibile. Non sei un soggetto classificato, muoviti con cautela e adotta tutte le misure per ridurre il rischio di ricevere il virus. La nostra arma, al momento, è fatta di pazienza e precauzioni.

Correlazioni

marzo 17, 2020

C’è una curiosità che mi rode in questi giorni: la frequenza dei casi gravi di CoViD-19 è correlata con l’esposizione ad atmosfera inquinata nei mesi o anni precedenti al contagio?

Ovvero: dei polmoni già provati da condizioni sfavorevoli, sono più vulnerabili alla “superinfiammazione”?

Lo sapremo solo esaminando i dati epidemiologici. Per quanto possa sembrare ragionevole, un’ipotesi rimane tale finché non viene trovata conferma nei dati. Chi la spaccia per verità è un furfante.

Per ora dunque rimane una curiosità.

Il caso

marzo 12, 2020

Sembra molto difficile accettare l’idea che SARS-CoV-2 sia il prodotto del caso e non di un progetto, di un complotto mondiale ordito da qualche organizzazione criminale internazionale.

Abbiamo già visto che cos’è un virus nell’articolo Coronavirus. In quell’articolo ho spiegato che i nuovi virus compaiono in seguito a errori casuali nella creazione delle loro copie, o meglio delle copie delle molecole di acidi nucleici contenute nel virione (particella virale). Alla base di tutto questo c’è il caso. (more…)