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Giornate

aprile 22, 2022

Si celebra nel mondo la “Giornata della Terra“, una delle giornate che hanno lo scopo di contribuire a informare e sensibilizzare i cittadini di molti paesi su determinati temi. Nel caso della Giornata Mondiale della Terra il tema generale è la difesa del nostro pianeta come luogo abitabile per la nostra e altre specie.

Per anni ho partecipato a eventi che si svolgono nelle giornate nazionali o internazionali dedicate a qualcosa. In particolare ho preso parte e contribuito a organizzare eventi nell’ambito delle giornate della Terra e dell’Acqua. Mi sono stancato dopo una quindicina di anni, perché ho iniziato ad avere dei dubbi sull’efficacia delle “giornate”. Sono un po’ la versione laica del Natale o della Pasqua. In quei giorni sono tutti più buoni. Il giorno prima e quello dopo sono degli infamoni come sempre?

Credo che la consapevolezza necessaria a permetterci di ridurre la nostra folle corsa verso l’autodistruzione debba venire da un’opera costante. Le giornate sono diventate troppe, a mio avviso. C’è una giornata per tutto, basta che ci sia un movimento di persone che chiede attenzione per un certo tema e si impegna per promuovere una giornata. Va benissimo, è importante avere tutto in mente, ma la moltiplicazione delle giornate tende a suddividere l’interesse in particelle sempre più piccole, compartimentando un mondo che invece è unico. Il concetto della Giornata Mondiale della Terra è proprio quello di unità: siamo tutti sullo stesso pianeta. Se questo pianeta diventa inabitabile per un lombrico, probabilmente sta già diventando inabitabile per l’uomo.

Mi avete sentito parlare raramente di ambientalismo e probabilmente non l’ho fatto in modo positivo. Probabilmente sono un ambientalista, ma non approvo quasi nulla di ciò che viene fatto dai movimenti ambientalisti, non vado d’accordo con gli “ambientalisti” dichiarati. Semplice “contrario rompiscatole”? No, è profonda convinzione che deriva dallo studio della vita. Sono un biologo e mi occupo di Ecologia, con una visione olistica che contrasta fortemente con quella riduzionistica di chi si impegna per la salvezza di questo o quell’elemento di un sistema, che funziona solo se tutte le sue parti sono presenti e nel posto giusto. L’impegno di chi promuove giornate mondiali, di chi si adopera per tentare di conservare le parti del sistema, nasce da un’intenzione lodevole e ammirevole, che condivido. Il punto è che la prima consapevolezza che dovremmo avere per salvare il pianeta e noi stessi è proprio la non individualità, la complessità, l’interconnessione fra le parti del sistema, che è unico. Se la nostra specie è comparsa e ha prosperato in certe condizioni, modificarle è abbastanza stupido. Ma non si tratta solo del lupo o della farfalla rara, che hanno pari dignità rispetto a un nematode o a un batterio. Si tratta dell’insieme, della complessità, di una visione integrata e olistica del “mondo”. Ci devono essere 365 giornate della Terra all’anno, o saremo fritti, o meglio arrostiti probabilmente.