Posts Tagged ‘Ecologia Applicata’

L’equazione del fiume

dicembre 15, 2022

Quando iniziai a occuparmi di qualità degli ecosistemi acquatici (nel 1995) vivevo nell’illusione comune di potere descrivere esattamente ciò che avrei osservato, giustificando ogni cosa, scovando le leggi della Natura.

Anni dopo cominciai a confrontarmi col tema della valutazione di impatto ambientale e dell’incidenza ambientale di progetti. Dopo avere raccolto dati per oltre un decennio mi ero reso conto che i sistemi di cui mi occupavo sono talmente complessi da non permettermi di comprendere realmente le leggi che li governano. Per lo meno, non osservando certe grandezze variabili con le frequenze e i metodi che devo utilizzare in attuazione alle norme ambientali italiane e unionali.

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Lavori in ambiente naturale

Maggio 28, 2020

Nel corso della mia carriera come consulente ambientale ho avuto spesso a che fare con progetti di opere e cantieri.

Noi biologi, più in generale i naturalisti, abbiamo scarsa dimestichezza con le opere, la loro progettazione, i cantieri. Non c’è motivo per averne, d’altro canto. Così come un bravo perforatore non ha dimestichezza con la dinamica di popolazione delle sardine.

Quello del cantiere è un ambiente visivamente molto lontano dalla naturalità

Mi sono avvicinato all’osservazione della natura grazie a un padre architetto, che mi portava a fare birdwatching in laguna da bambino, ma anche sui cantieri. Ho visto costruire la casa in cui ci siamo trasferiti, fin dallo scavo per le fondamenta, così come molti altri edifici. I miei studi sono stati pagati grazie a quel mestiere: progettazione e direzione lavori. Non condivido dunque il disagio di molti colleghi di fronte al mondo delle opere edilizie e degli impianti.

Oggi, mi trovo nella condizione di aiutare ingegneri, architetti, impresari e capi cantiere a interfacciarsi con un modo di vedere le cose molto diverso dal loro. In questo frangente mi sento privilegiato per avere alle spalle una storia personale in cui la passione per la “natura” si è trasformata in conoscenza scientifica durante un costante confronto con l’esigenza di costruire, ristrutturare, lavorare con mezzi rumorosi, ingombranti e potentissimi.

Il compito di chi fornisce prestazioni di tipo tecnico scientifico (more…)

Esperti e istruiti

aprile 20, 2019

C’è un’enorme differenza fra essere esperti ed essere istruiti

Al microscopio presso il Laboratorio Regionale di Idrobiologia (Ariis di Rivignano, UD) nel 2008.

Quando mi laureai in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Trieste, correva l’anno 1997, ottenni un attestato che affermava che ero stato istruito adeguatamente nelle materie afferenti alla Biologia. Ma non ero un esperto.

In quel momento la mia esperienza consisteva nell’avere seguito dei corsi, avere affrontato poco più di una trentina di esami ed avere svolto uno studio sulle comunità di macroinvertebrati bentonici del torrente Bût (more…)

Modelli numerici: predire e capire

gennaio 27, 2018

La “modellazione” dei fenomeni naturali fa parte da sempre del bagaglio culturale della scienza moderna, o meglio di quella che definiamo “galileiana”. Gli scienziati tentano di individuare, attraverso l’osservazione dei fenomeni e alcuni esperimenti, le regole della natura.

Questo lavoro non è ovviamente sterile e fine a sé stesso, ma il nocciolo della “scienza”. A volte siamo tentati di confondere i risultati delle osservazioni (i dati) e una loro prima organizzazione (classificazione, nomenclatura di fenomeni, oggetti e viventi) con la scienza in toto. Lo scopo di quest’ultima in realtà è usare questi dati e queste classificazioni per tentare di individuare le leggi che regolano i processi naturali più complessi, allo scopo di comprenderli e di acquisire capacità predittive.

Si, predire ciò che accadrà è fondamentale e l’uomo vi si cimenta da molti millenni. Per i nostri lontani antenati la necessità di predire i fenomeni naturali era stringente quasi quanto per noi, se non più. L’arrivo della stagione delle piogge, lo spostamento delle mandrie di animali selvatici nella savana, la fase vegetativa di alcune piante, erano tutti fenomeni la cui previsione consentiva di aumentare la loro probabilità di sopravvivere.

Quando Homo sapiens sapiens si spostò dall’Eden dell’Africa orientale a territori meno adatti alla nostra specie, questa capacità predittiva divenne ancora più importante, perché non tutto ciò che accadeva era “positivo” per i nostri antenati. Fu così per i cacciatori e raccoglitori dispersi in tutti i continenti e divenne ancora più importante per i pastori e gli agricoltori, che iniziarono a tentare di modificare alcuni processi naturali a proprio vantaggio, senza riuscire a dominare completamente la Natura, ma solo aumentando un po’ la probabilità che una data fonte di cibo si trovasse in un dato posto, a portata di mano. Il bestiame non vive senza pascolo e il grano non cresce senza un periodo di piogge, così come non matura correttamente senza un periodo di sole e clima secco. Capire come prevedere (more…)

Elettropesca – introduzione

marzo 5, 2017

L’elettropesca è una tecnica per la cattura degli organismi acquatici, in particolare dei pesci, che è in uso da alcuni decenni. Molto spesso le sue finalità sono tutt’altro che scientifiche, dato che le tecniche di elettropesca hanno trovato ampio uso fra coloro che vogliono catturare grandi quantità di pesci con il minore sforzo, senza tenere in alcuna considerazione la conservazione della risorsa a cui attingono. In sostanza, è una tecnica di pesca usata dai bracconieri di tutto il mondo.

Nonostante questo, si tratta di una tecnica, o meglio di un insieme di tecniche, che si rivela molto utile per l’attività scientifica, sia per l’acquisizione di campioni di pesci da sottoporre ad analisi di laboratorio, sia per l’esecuzione di censimenti ittici.

Durante un campionamento ittico mediante elettropesca

Durante un campionamento ittico mediante elettropesca

La conoscenza di ogni “oggetto” è essenziale per la sua gestione, così è ovvio che sia impossibile qualunque pianificazione delle attività di conservazione o di pesca se non si conosce la composizione delle comunuità ittiche e la consistenza e struttura delle singole popolazioni.

Per fare questo è necessario individuare metodi standard di acquisizione dei dati, siano essi quantitativi o qualitativi. Molto spesso, nelle regioni meno scientificamente progredite del mondo e d’Europa, si tende a dare peso predominante alla percezione che hanno della fauna ittica i pescatori, siano essi professionisti o dilettanti (o sportivi e ricreativi). Di questo ho già parlato in un articolo su La percezione delle risorse.

L’elettropesca è una tecnica piuttosto curiosa, se si considera quali sono i principi adottati. Gran parte dell’azione si basa sugli effetti che un campo elettrico in acqua ha sugli organismi (more…)