Posts Tagged ‘Fiumi’

Crisi idrica?

giugno 21, 2022

Non è un’emergenza ma una nuova normalità

Si sta gridando da giorni all’emergenza “crisi idrica”, ovvero siccità, ma se non scrivi la parola crisi nessuno ti dà retta. Ci fai due like dagli amici, ma forse non te lo mette nemmeno il tuo cane (cit.).

Detto in termini più tecnici, stiamo vivendo un’annata idrologica con afflussi inferiori alla media degli ultimi decenni nel periodo fra l’autunno 2021 e la primavera 2022. A pesare molto, qui ai piedi delle Alpi (versante meridionale), è la scarsità di neve cumulata nello scorso inverno.

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Dati pubblici per guardarci attorno

agosto 3, 2019

Come ho scritto un milione di volte il mio mestiere è quello di biologo ambientale. Questo implica la necessità di svolgere una parte rilevante del mio lavoro “sul campo”, ovvero fuori da un ufficio. In genere, per la mia specializzazione, mi occupo di fiumi, torrenti, laghi e in parte di lagune e mare. Per questo motivo il mio lavoro è fortemente influenzato dalle variabili ambientali, in particolare quelle che definiamo “meteorologiche” e “climatiche”. Ho dovuto per forza imparare a gestire il rischio idrometeorologico, per evitare di essere travolto da qualche piena improvvisa, oppure per non fare un viaggio di 300 km fino a un fiume dove non potrò lavorare perché non ci sono adeguate condizioni.

Per tentare di orientarmi utilizzo moltissimo l’accesso ai dati idrologici e meteorologici “in tempo reale” e consulto dei modelli predittivi sintetici. Questi ultimi vanno dalle “previsioni del tempo” fino a modelli non interpretati che descrivono la situazione del continente europeo. Nel primo caso l’interpretazione è banale: pioverà, non pioverà, caldo, freddo, sole, nuvoloso ecc. Nel secondo caso serve un minimo di formazione e di esperienza per confezionarsi le proprie previsioni personalizzate.

Per le previsioni meteorologiche classiche prediligo la consultazione di alcuni siti web, che non sono i classici portali “nazionali” o comunque di area vasta noti alla maggior parte di voi. Mi oriento preferibilmente su portali di agenzie pubbliche che elaborano previsioni per aree ridotte, applicando la modellistica su scala continentale, ma declinando l’interpretazione dei risultati su scala locale, usando spesso il giudizio esperto degli operatori. Un esempio di questo tipo di portale è quello dell’Osservatorio Meteorologico Regionale (OsMeR) del Friuli Venezia Giulia, afferente all’ARPA. Lo potete consultare all’indirizzo http://www.osmer.fvg.it/home.php.

Tipico riquadro delle previsioni con orizzonte ai tre giorni successivi.

In questo portale potete trovare le previsioni classiche, con un orizzonte che si spinge ai quattro giorni successivi. Ci sono poi le tabelle (more…)

Cambiamento climatico e benessere

marzo 29, 2019

Indipendentemente dalle cause o dalla possibilità di arrestarlo, il cambiamento climatico è in corso e sta modificando le condizioni in cui viviamo. Dunque nei prossimi decenni vedremo cambiare la nostra capacità di produrre cibo, le condizioni meteorologiche dei luoghi dove viviamo, la frequenza e intensità di eventi negativi intensi.

Senza entrare nel merito riguardo alla figura di Greta Thunberg e al suo impegno per sensibilizzare il mondo riguardo al climate change e alla possibilità di arrestarlo, dobbiamo ammettere che negare il cambiamento sia diventato molto difficile.

Gran parte di noi non ha studiato fisica del clima, non sappiamo nulla di oceani e venti, non capiamo un accidente quando ci parlano di energie in gioco, temperatura. Addirittura gran parte di noi non ha nemmeno le idee chiare su cosa significhi “temperatura media”, confondendola spesso con ma moda delle temperature massime o minime a seconda che si discuta di “caldo” o di “freddo”. Diventa difficile alla luce di questo valutare i dati che ci vengono forniti, anche perché sono spesso sintetici. Per sapere “come stanno le cose” bisognerebbe disporre dei dati disaggregati, conoscere il metodo con cui sono stati acquisiti ed elaborati, avere competenze in fatto di fisica dell’atmosfera e degli oceani. In mancanza di questo io mi limito a leggere le sintesi disponibili.

Penso che tutti noi abbiamo visto almeno una volta il famosissimo grafico detto hockey stick graph, ovvero “grafico a mazza da hockey”, pubblicato per la prima volta nel 1999 da Mann, Bradley e Hughes. Il grafico prese questo nome popolare perché l’andamento della temperatura media dell’aria nell’emisfero boreale (quello dove vivo io e, penso, anche voi) ricorda tantissimo la forma di una mazza da hockey. Va via più o meno dritto per secoli, poi improvvisamente fa una curva netta e punta verso l’alto.

Hockey stick graph (Mann, Bradley & Hughes, 1999) – immagine da Wikipedia (vedi articolo cliccando sull’immagine)

Quello che questo grafico dice è che dai dati disponibili la temperatura media dell’aria dell’emisfero boreale è in rapida crescita. Se sia a causa di azioni (more…)

Acqua tema complesso

aprile 1, 2016

Traggo lo spunto dall’approvazione del Progetto di Legge regionale del Friuli Venezia Giulia n.135 in materia di “Organizzazione delle funzioni relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”. Non parlerò di rifiuti perché non sono competente in materia, limitandomi a quanto riguarda l’acqua, perché è l’ambito in cui opero a partire dal tempo in cui preparai la mia tesi di laurea.

Acquadimontagna

Il senso di un servizio idrico integrato è quello di gestire qualcosa di complesso in modo organico. L’acqua ha un ciclo che gran parte di noi conoscono, ma di cui molti sottovalutano l’importanza in termini di connessioni e consequenzialità di cause ed effetti. In sostanza, quasi tutti abbiamo capito che l’acqua delle nubi proviene dal mare e che la pioggia alimenterà poi i fiumi e le falde acquifere, per scorrere quindi più o meno rapidamente verso il mare.

Questo miracoloso ciclo, messo in moto dall’energia solare, ci sembra inalterabile e immutabile. Così non è, come dimostra il così detto cambiamento climatico, ovvero il mutare del comportamento di acqua e aria rispetto a quanto costituiva la norma di qualche decennio or sono.

Ma un’altra cosa ci ha insegnato il tempo: l’acqua è una risorsa rinnovabile ma non illimitata, rinnovabile ma non inalterabile. In sostanza, va gestita, perché la nostra richiesta di acqua è aumentata enormemente, di pari passo con la nostra capacità di inquinarla, ma non con la capacità di essere più efficienti nel suo uso.

Per anni mi sono occupato di qualità delle acque superficiali, ovvero di valutare quanto i corpi idrici superficiali fossero integri rispetto a uno stato “naturale” e capaci di sostenere i processi ecologici che vi trovavano sede prima dell’intervento dell’uomo. Questo studio ovviamente implica anche la valutazione della capacità dei corpi idrici superficiali di fornire acqua all’uomo, non limitandosi alla parte non umana dell’ecosistema.
Un fiume, un torrente, un lago, possono in effetti essere la casa di una miriade di organismi, ma anche la fonte da cui attingere acqua potabile, o idonea all’irrigazione dei campi, necessaria per il funzionamento di (more…)