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Cambiamento climatico e benessere

marzo 29, 2019

Indipendentemente dalle cause o dalla possibilità di arrestarlo, il cambiamento climatico è in corso e sta modificando le condizioni in cui viviamo. Dunque nei prossimi decenni vedremo cambiare la nostra capacità di produrre cibo, le condizioni meteorologiche dei luoghi dove viviamo, la frequenza e intensità di eventi negativi intensi.

Senza entrare nel merito riguardo alla figura di Greta Thunberg e al suo impegno per sensibilizzare il mondo riguardo al climate change e alla possibilità di arrestarlo, dobbiamo ammettere che negare il cambiamento sia diventato molto difficile.

Gran parte di noi non ha studiato fisica del clima, non sappiamo nulla di oceani e venti, non capiamo un accidente quando ci parlano di energie in gioco, temperatura. Addirittura gran parte di noi non ha nemmeno le idee chiare su cosa significhi “temperatura media”, confondendola spesso con ma moda delle temperature massime o minime a seconda che si discuta di “caldo” o di “freddo”. Diventa difficile alla luce di questo valutare i dati che ci vengono forniti, anche perché sono spesso sintetici. Per sapere “come stanno le cose” bisognerebbe disporre dei dati disaggregati, conoscere il metodo con cui sono stati acquisiti ed elaborati, avere competenze in fatto di fisica dell’atmosfera e degli oceani. In mancanza di questo io mi limito a leggere le sintesi disponibili.

Penso che tutti noi abbiamo visto almeno una volta il famosissimo grafico detto hockey stick graph, ovvero “grafico a mazza da hockey”, pubblicato per la prima volta nel 1999 da Mann, Bradley e Hughes. Il grafico prese questo nome popolare perché l’andamento della temperatura media dell’aria nell’emisfero boreale (quello dove vivo io e, penso, anche voi) ricorda tantissimo la forma di una mazza da hockey. Va via più o meno dritto per secoli, poi improvvisamente fa una curva netta e punta verso l’alto.

Hockey stick graph (Mann, Bradley & Hughes, 1999) – immagine da Wikipedia (vedi articolo cliccando sull’immagine)

Quello che questo grafico dice è che dai dati disponibili la temperatura media dell’aria dell’emisfero boreale è in rapida crescita. Se sia a causa di azioni (more…)

Morfologia dei monti e fenologia

maggio 25, 2016

Molto spesso mi trovo professionalmente impegnato nel tentare di comprendere, o prevedere, l’entità e la distribuzione di alcuni fenomeni naturali, sia nel tempo che nello spazio. Lavorando prevalentemente sugli ambienti acquatici montani, mi capita frequentemente di imbattermi in considerazioni piuttosto ovvie, ma non banali, sull’effetto delle precipitazioni, del gelo e della fusione della neve.

Qualche giorno fa, salendo a piedi lungo un monte delle Alpi Carniche fra quota 1380 m e 2036 m sul livello del mare, mi sono divertito a osservare la distribuzione dei colori. Il verde ormai deciso della faggeta a fondovalle, quello tenue al limite altimetrico superiore della specie, unito al verde più cupo dell’abete rosso, quindi il verde brillante delle praterie avviate verso la prima fioritura, il marrone giallastro di quelle appena emerse dalla coltre di neve, il candore dei nevai ancora presenti, poi il marrone scuro delle arenarie e degli scisti carboniferi e il grigio chiaro del calcare di scogliera devonico.

Alta valle di Chiaula a primavera

E’ stato bello soprattutto osservare su un versante esposto a E-NE le differenze di colore sui lati opposti di piccoli crinali secondari. La faccia rivolta a E già verde, quella esposta a NE ancora gialla, a parità di quota. Tutto dipende da quanta energia il Sole ha inviato a (more…)