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Giara

gennaio 6, 2020

L’altopiano dei cavalli

La prima volta in cui l’aereo con cui stavo raggiungendo Cagliari fece l’avvicinamento dal lato del Campidano, notai diversi elementi morfologici che non sono comuni nel mio Friuli. Fra questi degli altopiani tavolari, perfettamente piatti, con i bordi costituiti da una bassa parete che sovrasta pendii molto regolari. Avevo visto cose simili in Giordania e foto di morfologie analoghe presenti in Spagna e nelle Americhe, ma qui erano a portata di mano. Gli spagnoli le chiamano mesas (tavole), i sardi jaras, tradotto in “giare”.

Paesaggio della Giara all’inizio dell’inverno

Ce ne sono diverse di jaras, ma quella più famosa è quella detta “di Gesturi” (vedi mappa), poiché è il nome del Comune che occupa la maggior parte della sua superficie. Questo altopiano è famoso anche fuori dalla Sardegna, perché ospita piccoli gruppi di cavalli selvaggi, i celebri Cavalli della Giara per l’appunto.Dopo avere guardato per troppe volte dal cielo le jaras, ho deciso di andarci, col pretesto di vedere i cavalli.In realtà dei cavalli ho visto solo impronte e sterco, ma il motivo è semplicemente dovuto a questioni geologiche, climatiche ed ecologiche.

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Supramonte

settembre 22, 2019

Era notte, la prima volta in cui ci arrivai e avevo in mente solo idee molto confuse. Come gran parte di coloro che non ci sono mai stati. Anni fa mi interessai al Supramonte fu perché ci sono molte grotte, fra cui alcune decisamente estese.

E se vai all’Hotel Supramonte e guardi il cielo …

La canzone di De Andrè ha reso celebre il Supramonte, sebbene non abbia nulla a che vedere con esso. De Andrè si riferì al nome in codice del luogo dove era recluso durante il suo rapimento, che si trova nel Logudoro. Il Supramonte invece è un’area di rilievi a cavallo fra due sub regioni della Barbagia: l’Ogliastra (Ollastra) e la Barbagia di Nuoro (su Nugorèsu).

Una parte del Supramonte montano

Per la speleologia i rilievi del Supramonte sono estremamente interessanti. Si tratta infatti di un ampio affioramento di rocce carbonatiche (calcari e dolomie) che appoggiano sul basamento cristallino (granitoidi) del batolite sardo-corso. Le rocce carbonatiche, come è noto, sono soggette a corrosione e dunque interessate da quei fenomeni che definiamo, in generale, carsici. I prodotti di questi fenomeni sono osservabili sia in superficie che nel sottosuolo. In quest’ultimo caso le manifestazioni più eclatanti del carsismo sono le cavità naturali che chiamiamo grotte. Fu proprio una grotta ad attirarmi su questi rilievi, così diversi da quelli che considero la mia casa. Attraverso quella grotta (more…)