Posts Tagged ‘Sedimenti’

Guardiamo dove mettiamo i piedi

novembre 19, 2021

A volte l’ovvietà mi emoziona. Vedere la struttura di un fondovalle, mettere in evidenza le impronte lasciate da decine, centinaia forse, di eventi nel corso dei quali il torrente ha spostato enormi quantità di sedimenti. Lo so, sono laureato in Scienze Biologiche, dico di essere un biologo, mi occupo di cose vive e mollicce. Ma la Vita sulla Terra è qualcosa che si “appoggia” a questo substrato.

Parte del fondo dell’alta valle del Bût (Alpi Carniche), elaborazione da DEM 0,5m (Regione Aut. Friuli Venezia Giulia)

La disposizione di quelle barre fluviali e dei canali, dei terrazzi, la presenza dei conoidi, delle frane, sono ciò che determina la distribuzione dei viventi, questa è la componente abiotica dell’ecosistema, è la parte non viva ma dinamica degli habitat. E’ impossibile ignorare il fatto che la morfologia della superficie terrestre influenzi in modo determinante la distribuzione dei viventi, così come è impossibile ignorare che i viventi siano in grado di indirizzare la morfologia superficiale. Nel caso degli alvei questo è molto evidente. Forse non sono un “biologo” in senso stretto, il termine corretto è “ecologo“. Per questo motivo studio la geomorfologia da tre decenni. Per fortuna anche i ricercatori veri stanno seguendo questa via da anni e vedremo belle cose in futuro, ne sono certo.

Perdita di suolo e habitat acquatici

gennaio 28, 2021

Un fenomeno molto comune nei corsi d’acqua di risorgiva è l’ostruzione degli spazi interstiziali dei substrati ghiaiosi.

Canaletta di drenaggio in ambito agricolo

Questo fenomeno, che viene spesso indicato col termine inglese embedding, può arrivare alla formazione di un substrato in cui i granuli di dimensioni comprese fra 2 e 20 mm sono completamente inglobati in una matrice più fine.

All’origine di questo fenomeno, che si verifica anche in tratti dove la velocità della corrente e la presenza di terreni ghiaiosi prevedrebbe fondi del tutto diversi, c’è un elevato trasporto in sospensione di sedimenti fini, provenienti dal territorio circostante.

In condizioni naturali, nella bassa pianura friulana, i corsi d’acqua di risorgiva erano un tempo inseriti in un contesto forestale ed erano circondati da paludi e acquitrini, in cui spagliavano i torrenti di origine collinare. Questi ambienti rappresentavano un efficiente sedimentatore.

La trasformazione del territorio, attuata nel corso degli ultimi secoli al fine di estendere le aree coltivabili, ha determinato la presenza di ampie superfici di suolo nudo, drenate da un sistema di scolo che fa capo a canalette in terra come quella della foto.

In questa condizione, le precipitazioni sono in grado di rimuovere, per ruscellamento, una quantità rilevante di sedimenti fini che, trasportati fino ai corsi d’acqua di risorgiva, si depositano sui fondali ghiaiosi, generando il quadro descritto. Questo processo facilita l’insediamento di piante acquatiche, che a loro volta contribuiscono ad aumentare la scabrezza del fondo e a catturare più efficacemente il flusso di sedimenti fini.

Nel complesso questo mutamento ha trasformato gli habitat acquatici di quasi tutto il reticolo idrografico dei bacini di risorgiva, provocando la scomparsa di quelli adatti alla vita di diverse specie di invertebrati e alla riproduzione di alcune specie di pesci.

Micro forme morfologiche

gennaio 23, 2021

Camminando lungo l’alveo di un fiume si possono osservare molte forme morfologiche, a varia scala. Uno strumento interessante, che molti di noi conoscono bene, è il visualizzatore di immagini satellitari e aeree messo a disposizione da Google. Grazie a Earth o Maps possiamo vedere immagini acquisite in tutto il mondo, ottime per osservare morfologie a grande e media scala.

Qualche tempo fa, durante un sopralluogo su un tratto di fiume Tagliamento, ho scattato delle foto e ve ne propongo due, che mi sembrano interessanti.

Micro forme morfologiche nell’alveo del Tagliamento

Micro forme morfologiche nell’alveo del Tagliamento

Le immagini potrebbero essere state acquisite da una aereo in volo su un territorio semi desertico, dove l’acqua ha inciso valli, creato scarpate, isolato altipiani. Ma tutto ciò che vedete è molto piccolo. Ogni “valle” e “canyon” in queste foto è larga meno di un metro, le pareti e le scarpate sono alte centimetri.

I processi morfogenetici che hanno generato queste forme sono simili a quelli che scolpiscono a grande scala la superficie della Terra, in particolare dove ci siano rocce sedimentarie. In questo caso stiamo osservando l’erosione e risedimentazione prodotte dall’acqua in fase di ritiro dopo una piena, che aveva precedentemente depositato sedimenti fini (sabbia e silt). Possiamo riconoscere, oltre all’analogo di grandi unità morfologiche come i canyon, l’analogo di unità di media scala, come le barre fluviali.

Quando ero bambino, un gioco molto diffuso fra i miei coetanei era divertirsi a osservare l’evoluzione di micro-fiumi generati dal ruscellamento vicino alle docce nella spiaggia turistica di Lignano Pineta. E’ curioso come quel gioco abbia lasciato poche tracce nella formazione di gran parte di noi, inducendoci a gestire gli alvei fluviali in modo decisamente poco efficace.